05/03/2010 09:45

Dossier Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali

Cittadinanzattiva il 18 febbraio scorso ha presentato il dossier sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa: il 25% dei bimbi non riesce ad accedervi, un anno fa erano il 23%.

Cittadinanzattiva il 18 febbraio scorso ha presentato il dossier sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa: il 25% dei bimbi non riesce ad accedervi, un anno fa erano il 23%.

On-line su www.cittadinanzattiva.it l’indagine completa, dalla quale si evince come dal 2006 ad oggi la situazione degli asili nido in Italia non sia particolarmente cambiata: il dato di fondo resta sempre l’enorme scarto esistente tra le esigenze delle famiglie e la reale possibilità di soddisfare tali esigenze.

Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.

Preoccupa l’incremento medio delle tariffe: +1,4% rispetto al 2007/08.

Al Nord le 10 città più care: nella top ten, tra quelle che offrono il servizio a tempo pieno, si confermano, rispetto al 2007/08, Lecco, Belluno, Bergamo, Mantova, Sondrio, Treviso, Cuneo, Pordenone e Vicenza, mentre Udine subentra a Varese.

La Calabria è la regione più economica (120€), mentre la Lombardia è la più costosa (402€).

Nella graduatoria delle 10 città meno care, prevalgono le realtà del Centro-Sud. In assoluto, la città più economica risulta Cosenza, seguita da Roma, Chieti e Reggio Calabria.

La differenza tra il Nord e il Sud del Paese non si limita solo ai costi, ma riguarda anche il numero di nidi sul territorio: la regione che emerge per il più elevato numero di nidi è la Lombardia con 627 strutture pubbliche e circa 25.000 posti disponibili, seguita da Emilia Romagna (538 nidi e 23.300 posti) e Toscana (399 nidi e poco più di 14mila posti), ultima il Molise con soli sei asili per 272 posti disponibili.

Facendo un confronto tra i posti disponibili e la potenziale utenza (numero di bambini in età 0-3 anni) in media in Italia la copertura del servizio è del 5,8% (percentuale che sale al 10% se consideriamo solo i capoluoghi di provincia) con un massimo del 14,6% in Emilia Romagna ed un minimo dell’1% in Calabria e Campania.