18/12/2009 12:30

Il testo della Finanziaria 2010 approvata alla Camera

Dopo la fiducia, il 17 dicembre si è proceduto al voto finale da parte della Camera dei deputati al disegno di legge finanziaria 2010 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, al disegno di legge "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012".

Dopo la fiducia, il 17 dicembre si è proceduto al voto finale da parte della Camera dei deputati al disegno di legge finanziaria 2010 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, al disegno di legge "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012".

I provvedimenti passano ora al Senato per la terza lettura. Il voto finale del Senato è previsto per martedì 22 dicembre, per consentire alle leggi di bilancio di entrare in vigore il primo gennaio 2010.

Il testo della Finanziaria 2010 - licenziato il 4 dicembre scorso dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati - è profondamente modificato ed arricchito rispetto al disegno di legge approvato il 13 novembre scorso dal Senato.

La finanziaria 2010 - con le modifiche introdotte in commissione Bilancio della Camera dei deputati - ammonta a quasi 9 miliardi di euro (8 miliardi 884 milioni di euro).

Il nuovo testo recepisce il lavoro fatto in questi ultimi mesi dall'Esecutivo in materia di sanità ed assistenza alla disabilità, ammortizzatori sociali, premi di produttività, ricerca e 5 per mille, libri di testo per la scuola ed università, Banca del Mezzogiorno.

Inoltre, i contenuti del DL 168/2009 (in assenza di conversione in legge), che ha previsto la riduzione di venti punti percentuali (dal 99 al 79%) dell'acconto Irpef 2009, differendone il versamento al 16 giugno 2010 in occasione del saldo, vengono trasferiti nella legge finanziaria 2010. In particolare, viene ribadito che:

  • i sostituti d'imposta che non hanno tenuto conto del taglio dell'acconto devono restituire l'imposta trattenuta in eccedenza con gli emolumenti corrisposti a dicembre

  • i contribuenti che, alla data del 24 novembre 2009 (data di entrata in vigore del decreto legge 168/2009), hanno effettuato il versamento dell'acconto sulla base della normativa previgente, spetta un credito per l'eccedenza d'imposta versata a titolo di acconto Irpef, recuperabile attraverso lo strumento della compensazione.

Per i contribuenti colpiti dal terremoto dell'Abruzzo, la Finanziaria sposta da gennaio a giugno 2010 la scadenza della prima rata per la restituzione delle imposte e dei contributi sospesi. Le somme, inoltre, potranno essere dilazionate in un numero maggiore di rate, 60 anziché 24.