04/05/2010 10:05

Chiarimenti INPS sulle prestazioni economiche di maternità

In particolare, viene precisato che il lavoratore dipendente che, durante l’assenza dal lavoro per congedo parentale, intraprenda un’altra attività lavorativa non ha diritto all’indennità a titolo di congedo parentale ed, eventualmente, è tenuto a rimborsare all’Inps l’indennità indebitamente percepita.

 

L’INPS ha emanato la Circolare n. 62 del 29 aprile 2010 con la quale fornisce chiarimenti e detta nuove istruzioni sui seguenti punti:

  1.  Assegno di maternità dello Stato in favore delle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata;
  2.  Svolgimento di una nuova attività lavorativa durante la fruizione del congedo parentale;
  3. Parto anticipato ed interdizione prorogata;
  4. Documentazione amministrativa: certificati medici redatti dai medici convenzionati con il SSN.

In particolare, viene precisato che il lavoratore dipendente che, durante l’assenza dal lavoro per congedo parentale, intraprenda un’altra attività lavorativa (dipendente, parasubordinata o autonoma) non ha diritto all’indennità a titolo di congedo parentale ed, eventualmente, è tenuto a rimborsare all’Inps l’indennità indebitamente percepita. Pertanto, le Sedi dovranno respingere la relativa domanda e, nel caso in cui sia in corso la fruizione del beneficio e del correlativo trattamento economico, dovrà essere attivato il relativo recupero secondo le modalità ordinariamente previste.

In caso di parto prematuro, invece, l’INPS chairisce che i giorni di congedo obbligatorio non goduti prima del parto vanno aggiunti al termine del periodo di proroga con conseguente riconoscimento di un periodo di congedo post partum complessivamente di maggiore durata.

Infine, l’Istituto equipara i certificati medici redatti dai medici convenzionati a quelli rilasciati dai medici di struttura pubblica (SSN) e, pertanto, devono essere accettati dall’Istituto e dal datore di lavoro.

Devono essere, pertanto, accettati i certificati medici indicanti la data presunta del parto redatti dai medici curanti di medicina generale convenzionati o dai ginecologi convenzionati con il SSN.