13/02/2014 09:45

"Impegno Italia": gli obiettivi per la Formazione

"Un’Italia più competitiva e giusta vuole investire nella conoscenza e nelle competenze quali leve della crescita culturale, civile ed economica della persona e della società". Ampio spazio dedicato all'istruzione nel documento "Impegno Italia", la proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo, presentata ieri a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio.

Scarica il testo integrale del documento.

Questi gli obiettivi e le azioni per quanto riguarda il settore della Formazione:

Un’Italia più competitiva e giusta vuole investire nella conoscenza e nelle competenze quali leve della crescita culturale, civile ed economica della persona e della società. Scuola, uni­versità e ricerca richiedono interventi decisi di miglioramento strutturale, che valorizzino la qualità dell’offerta e le competenze di insegnanti e professori universitari, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza dell’investimento in capitale umano.

  • Riformare i cicli scolastici
  • Introdurre criteri più stringenti di valutazione e valorizzazione del merito
  • Garantire la sicurezza e l’adeguatezza delle strutture scolastiche
  • Reclutare nuovi insegnanti e superare il precariato
  • Riformare il sistema di finanziamento delle università e promuovere il diritto allo studio universitario

 

Riformare i cicli scolastici

La scuola dell’infanzia ha un ruolo fondamentale nello sviluppo personale, sociale e cognitivo del bambino. Valorizzare questa fase integrandola nel ciclo di istruzione ha lo scopo di mettere gli studenti nella condizione di iniziare ad apprende­re prima e meglio, con la possibilità di terminare gli studi in anticipo con un livello di conoscenze e occupabilità pari, o superiore, a quello garantito dal sistema attuale. Ci impegniamo a:

  • avviare la sperimentazione di un modello, da introdurre in modo graduale, in cui la scuola dell’infanzia costituisca il primo grado nel ciclo di istruzione obbligatoria;
  • ristrutturare i cicli scolastici in modo da con­sentire ai giovani italiani di diplomarsi prima in linea con gli standard europei.

Responsabile: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Tempi: entro il terzo trimestre saranno individuate risor­se per l’istituzione, in via sperimentale, di sezioni aggiuntive di scuola dell’infanzia.

 

Introdurre criteri più stringenti di va­lutazione e valorizzazione del merito

È essenziale poter contare su un sistema condiviso e affidabile di valutazione delle scuole, che permetta di premiare il merito. Ci impe­gniamo a:

  • attuare il regolamento sulla valutazione al fine di assicurare la piena operatività del Siste­ma nazionale di valutazione delle scuole pubbli­che e delle istituzioni formative incentrato sull’IN­VALSI.

Responsabile: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Tempi: entro il 2014 e nel prossimo anno scolastico si adotteranno i necessari atti amministrativi per attivare il sistema nazionale di valutazione delle scuole pubbliche e delle istituzioni formative.

 

Garantire la sicurezza e l’adeguatez­za delle strutture scolastiche

Tutelare la sicurezza degli studenti, degli inse­gnanti e degli operatori è un dovere primario del­lo Stato. Investire nell’edilizia scolastica è fonda­mentale per contribuire alla ripresa economica e alla rigenerazione urbana. Importanti iniziative sono state già assunte e vanno ora rese tutte operative. Ci impegniamo a:

  • investire nel periodo 2013-2015 oltre due mi­liardi di euro per gestire la sicurezza e l’ade­guatezza delle strutture scolastiche;
  • completare l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, ferma al 1996;
  • monitorare e accelerare gli interventi in corso di realizzazione a partire dai 692 già avviati con il DL Fare.

Responsabile: Presidenza del Consiglio dei ministri. Tempi: entro il secondo trimestre saranno adottati i ne­cessari provvedimenti attuativi.

 

 

Reclutare nuovi insegnanti e supera­re il precariato

Il sistema di reclutamento degli insegnanti ha, tra i suoi limiti, quello di non premiare a sufficienza il merito e di generare precariato di lungo termi­ne tra i docenti. Gli interventi devono prevedere un sistema di selezione di alta qualità che abiliti i giovani insegnanti alla professione attraverso l’università, e in numero adeguato alla domanda. Ci impegniamo a:

  • confermare la chiusura definitiva delle gra­duatorie a esaurimento;
  • avviare corsi universitari abilitanti calibrati sul fabbisogno effettivo;
  • indire concorsi a cadenza triennale.

Responsabile: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Tempi: entro l’anno riforma dei percorsi di formazione iniziale e di reclutamento.

 

Riformare il sistema di finanziamen­to delle università e promuovere il diritto allo studio universitario

Il sistema attuale di finanziamento degli atenei ha il limite di penalizzare gli istituti che operano nei contesti socio-economici più difficili. Le uni­versità che per mancanza di risorse esterne e infrastrutture non sono in grado di innovare la propria offerta si trovano oggi a non poter com­petere per l’assegnazione di risorse pubbliche. Nel caso invece in cui l’offerta sia attraente, si possono creare ostacoli alla frequenza di tutti gli studenti interessati così come alla loro mobilità geografica, anche all’interno della UE, con rica­dute sulla mobilità sociale. Ci impegniamo a:

  • proseguire l’azione avviata di incremento delle risorse ordinarie per le Università e definire un nuovo sistema per la loro ripartizione, in modo da valutare i risultati della ricerca e della didatti­ca con gli indicatori socio-economici del territorio nel quale l’università si trova a operare, e il loro impatto sulla sua performance;
  • riformare il sistema di contribuzione degli studi universitari sulla base di criteri di equità e progressività;
  • aumentare il numero degli studenti beneficiari di borse di studio e di forme di welfare studen­tesco.

Responsabile: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Tempi: Entro il primo trimestre la riforma del sistema di finanziamento delle università. Entro l’anno la ri­forma del sistema di contribuzione studentesca.