07/03/2013 10:10

Bisogni educativi speciali: strumenti d’intervento

Diramate da parte del Miur le indicazioni operative per l’attuazione della Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 sugli strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. Un focus sulla direttiva nel nostro servizio redazionale.

Per un approfondimento sulla Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 leggi il servizio redazionale di Chiara Brescianini.

 

La circolare Miur 6 marzo 2013 n. 8 evidenzia come la suddetta direttiva ridefinisce e completa il tradizionale approccio all’integrazione scolastica, basato sulla certificazione della disabilità, estendendo il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES), comprendente: “svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.

La Direttiva estende pertanto a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento.

Fermo restando l'obbligo di presentazione delle certificazioni per l'esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, è compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative.

Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP.

È necessario che l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato per un alunno con Bisogni Educativi Speciali sia deliberata in Consiglio di classe - ovvero, nelle scuole primarie, da tutti i componenti del team docenti - dando luogo al PDP, firmato dal Dirigente scolastico (o da un docente da questi specificamente delegato), dai docenti e dalla famiglia. Nel caso in cui sia necessario trattare dati sensibili per finalità istituzionali, si avrà cura di includere nel PDP apposita autorizzazione da parte della famiglia.

Ove non sia presente certificazione clinica o diagnosi, il Consiglio di classe o il team dei docenti motiveranno opportunamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche.

La circolare dirama indicazioni operative con particolare riguardo a: Alunni con DSA e disturbi evolutivi specifici, Area dello svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale, Azioni a livello di singola istituzione scolastica, Azioni a livello territoriale (CTS - Centri Territoriali di Supporto), CTI - Centri Territoriali per l’Inclusione.