20/01/2014 09:36

Esami e scrutini 2013: tutti i dati

Il Miur ha pubblicato il focus sugli “Esiti degli scrutini e degli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione”, che riporta i risultati dettagliati relativi all’anno scolastico 2012/2013: aumentano gli ammessi e i diplomati, i voti maggiori di 80 e anche (seppur lievemente) i 100 e lode.

A giugno il 95,5% degli scrutinati dell’ultimo anno di corso è stato ammesso agli esami superati poi dal 99,1% dei candidati. Rispetto all’anno precedente si registra un lieve incremento sia degli studenti ammessi che dei diplomati. La distribuzione dei voti fotografa una diminuzione dei diplomati con votazione compresa nella fascia 60-70, mentre aumentano gli studenti diplomati con voto maggiore di 80.

Gli studenti che hanno ottenuto un voto tra 91 e 99 sono in aumento dello 0,8% rispetto allo scorso anno. I diplomati con 100 aumentano dello 0,4. In (lieve) aumento anche i 100 e lode. Gli studenti con cittadinanza non italiana, che rappresentano circa il 4,6% dei frequentanti l’ultimo anno di corso, registrano un tasso di diploma pari al 98,3%, lievemente inferiore rispetto a quello dei colleghi italiani (99,1%). Ma se si considera il paese di nascita, si rileva che gli studenti con cittadinanza non italiana nati in Italia (le cosiddette seconde generazioni) sono più bravi di quelli nati all’estero: la percentuale di chi ottiene un voto superiore a 90 è rispettivamente di 9,1% e 7,2%.

Quanto agli esiti degli scrutini, il tasso di ammissione alla classe successiva resta sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Il primo anno di corso è il più selettivo, con una percentuale di ammissione alla classe successiva pari all’83,2%. All’aumentare dell’anno di corso la quota dei promossi diviene progressivamente più alta, arrivando a 91 ammessi su 100 al termine del  quarto anno. I Licei registrano il maggior numero di ammessi alla classe successiva (94,1%), seguono l’istruzione artistica (87,8%), gli istituti tecnici (85,2%); gli istituti professionali si collocano all’ultimo posto (80,6%) nonostante un lieve miglioramento rispetto all’anno passato.

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