20/03/2015 10:03

Scuola in ospedale: il Miur fa il punto

Si conclude oggi a Roma il Workshop nazionale sulla Scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare organizzato dal Miur per analizzare e approfondire quella che si presenta ormai come una realtà consolidata nella didattica italiana, individuandone punti di forza e margini di miglioramento. Giannini: “l’istruzione in ospedale e a domicilio rappresenta uno dei fiori all’occhiello delle attività del Ministero”.

Il Workshop è promosso dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Miur, in collaborazione con il Politecnico di Milano - Metid  e con il Cnr - Istituto Tecnologie Didattiche di Genova. Una collaborazione finalizzata anche a supportare ed ampliare il portale informatico per la Scuola in ospedale e a domicilio (http://pso.istruzione.it). All’apertura della tre giorni di lavori, presso la sede del Cnel, è intervenuto il Ministro Stefania Giannini. Le conclusioni sono affidate al Sottosegretario Davide Faraone.

L’istruzione in ospedale e a domicilio “rappresenta uno dei fiori all’occhiello delle attività del Ministero dell’Istruzione - ha dichiarato il Ministro Giannini -Consente a migliaia di ragazzi in degenza di non perdere il diritto allo studio attraverso il lavoro straordinario di insegnanti specializzati. Sono docenti che vanno ringraziati ogni giorno e che rappresentano la buona scuola che esiste già. Su questo fronte l’Italia è all’avanguardia, non vogliamo arretrare di un passo. È un fronte su cui vogliamo continuare ad investire”.

Nel corso della tre giorni sono stati esposti ed analizzati i dati relativi al precedente anno scolastico: i ragazzi che sono in ospedale, qualunque sia la loro età e il tipo di scuola che frequentano, possono continuare a studiare tramite le sezioni scolastiche, 240 nel 2013/2014, presenti all’interno di 141 ospedali. 72.765 i ragazzi ricoverati in ospedale che, seguiti da oltre mille insegnanti, hanno potuto proseguire con lo studio durante la loro degenza; 1.235 gli alunni, obbligati a rimanere a casa dopo essere stati dimessi, che hanno usufruito della scuola a domicilio seguiti, a rotazione, da oltre 3.400 docenti provenienti da 1.015 scuole.

È anche stata sottolineata l’importanza di inserire nella formazione iniziale dei docenti di ogni ordine e grado un modulo di didattica per l’insegnamento a studenti che vivono situazioni temporaneamente complesse e difficili, come è il caso della degenza in ospedale o domiciliare.