03/02/2015 09:46

Lingue straniere nella scuola dell'infanzia

Le scuole dell’infanzia italiane sono sempre più attente alle lingue straniere: dal primo rapporto ministeriale di monitoraggio emerge che l’84,8% delle scuole ha attivato percorsi didattici di lingua straniera, il 53,4% percorsi di sensibilizzazione e il 48,7% entrambi i percorsi. Accanto alle lingue tradizionali, come inglese e francese (ma anche tedesco e spagnolo), trovano spazio anche lingue emergenti come l’arabo e il cinese.

 

Negli ultimi anni le scuole dell’infanzia italiane hanno moltiplicato le iniziative di insegnamento precoce e di sensibilizzazione alle lingue straniere degli alunni più piccoli, sebbene tali materie non siano previste a livello ordinamentale. La maggior parte delle attività viene realizzata nelle sezioni dai 5 di età in su.

Il primo "Rapporto di monitoraggio sulle esperienze di insegnamento/sensibilizzazione alle lingue straniere nella scuola dell’infanzia", elaborato dal gruppo di lavoro della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, è stato presentato durante la Conferenza "Early Childhood Education and Care & Early Language Learning" presso Reggio Children School, 16 - 18 Dicembre 2014, Reggio Emilia, organizzata durante il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea.

L’indagine è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario relativo alle modalità ed alle strategie attivate negli ultimi tre anni, e per almeno per un anno scolastico, dalle scuole dell'infanzia per la sensibilizzazione e l’insegnamento precoce delle lingue straniere. Al questionario hanno risposto correttamente 1.425 scuole delle 1.740 partecipanti, sia statali che paritarie, per un totale di 257.713 alunni dei quali 29.150 non italofoni.

Nel 49,4% dei casi il docente di riferimento per le lingue straniere è un insegnante interno all’istituto. Una scelta bilanciata quasi del tutto dalla presenza, nel 49,1% degli istituti, di insegnanti esterni. In entrambi i casi, si tratta di docenti in possesso di una laurea abilitante o di una laurea in lingue o di diploma magistrale, tutti qualificati per l’insegnamento delle lingue straniere.

Le attività si svolgono, nella maggior parte delle scuole, una volta a settimana per una durata media di più di 30 minuti e sono quasi sempre di carattere ludico (giochi di ruolo, giochi in lingua, filastrocche, attività con musica, canti, balli, forme di drammatizzazione, attività mimico gestuali, lavori manuali, forme narrative, fiabe, ...).

Per quanto riguarda l’insegnamento, nelle scuole statali, il 68,3% dei docenti usa le LS sempre o quasi sempre durante le lezioni e il 30,8% le usa qualche volta. Gli insegnanti delle paritarie le usano sempre nel 67,3% dei casi e qualche volta nel 31,2%. Quanto alle attività di sensibilizzazione, il 57,3% dei docenti delle statali vi ricorre sempre e il 40,9% qualche volta; a fronte, rispettivamente, del 65,4% e del 32,7% degli insegnanti delle paritarie.

Un elemento su cui è indispensabile intervenire in modo sistemico riguarda la formazione dei docenti all'insegnamento della lingua straniera nella scuola dell’infanzia: sembra infatti mancare un'attenzione specifica alla formazione di coloro che si dedicano a questo settore educativo.

Leggi il rapporto completo.