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Dal POF al PTOF passando per il Miglioramento

Entro il prossimo 15 gennaio le scuole devono approvare il Piano Triennale dell'Offerta Formativa. Proviamo, allora, ad analizzare cosa cambia nella modalità di progettazione dell’Offerta formativa per stimolare la riflessione delle scuole sulle proprie specificità e costruire insieme un possibile modello di PTOF. Di Maria Teresa Stancarone.

 

Un possibile modello di riferimento per il Piano Triennale

In questo periodo le scuole stanno saggiando la propria capacità di progettare strategicamente le azioni del prossimo triennio[1], in uno sforzo di coerenza interna non solo tra gli strumenti che il Sistema Nazionale di Valutazione prima e la legge 107/2015 poi hanno fornito (il RAV, l’Atto di Indirizzo del dirigente, il PDM, il Piano triennale dell’OF), ma anche tra le istanze dei diversi attori: dirigente, collegio, stakeholders.

A tenere unito il tutto provvede l’obiettivo comune dell’intero sistema, quello per cui le scelte assunte dalle singole scuole in nome di una rinnovata autonomia prevedono valutazioni e promettono premialità e richiedono l’assunzione concreta e diretta di responsabilità diffuse, perché tipiche di un approccio basato sull’apprendimento organizzativo: il miglioramento continuo del servizio di istruzione.

Proviamo, allora, ad analizzare cosa cambia nella modalità di progettazione dell’Offerta formativa delle scuole e come favorire l’affermazione di una coerenza che trovi fondamento in un’analisi reale dello stato dell’arte di ciascuna realtà scolastica per costruire insieme un possibile modello di Piano Triennale dell’Offerta Formativa. L’obiettivo di questa analisi non è quello di fornire un format predisposto e pronto all’uso, ma piuttosto di stimolare la riflessione perché ogni scuola, operando scelte autonome e rispondenti alle specificità di cui è espressione, al termine del percorso abbia costruito il proprio modello progettuale nell’ottica strategica del triennio.

     

     

     

     

    1. Al principio c’era il RAV

      Per la stesura coerente del Piano triennale dell’OF, il primo documento da cui partire è il Rapporto di Autovalutazione, sintesi del processo di avvio del Sistema di Valutazione conclusosi a settembre di quest’anno. Insieme al Rapporto, ovviamente, si dovrà tenere conto dell’Atto di Indirizzo del dirigente in cui molti aspetti dovrebbero già avere trovato sistematizzazione.

      Per comodità di analisi, dunque, procederemo indicando a quali documenti appare opportuno di volta in volta riferirsi per la stesura delle sezioni del modello di Piano Triennale dell’OF che suggeriamo.

      Nello specifico ipotizziamo che ciascuna scuola abbia riletto complessivamente il Rapporto, operando una sintesi come di seguito schematizzata:

      RAV Sezione 1 – Contesto e risorse

      1.1 Popolazione scolastica

      1.2 Territorio e Capitale sociale

      1.3 Risorse economiche e materiali

      1.4 Risorse professionali

      Opportunità

      Vincoli

      es. Presenza sul territorio di luoghi di aggregazione (palestre, associazioni di volontariato)

      es. Bassa scolarizzazione dell’utenza di riferimento

      es. Rete di lavoro consolidata con le altre scuole del territorio

      es. Assenza di spazi interni o di pertinenza dell’edificio scolastico per attività ludico-motorie

       

      Schematizzare le quattro aree della prima sezione del RAV relativa al Contesto costruendo un quadro di sintesi dei vincoli e delle opportunità che si erano complessivamente individuati al termine dell’analisi internamente condotta porta automaticamente a costruire la prima possibile sezione del Piano triennale dell’OF: Analisi del contesto e dei bisogni del territorio di riferimento.

      Piano Triennale dell’Offerta Formativa

      Sezione 1 – Descrizione dell’ambiente di riferimento e delle risorse disponibili

       

      1.1 Analisi del contesto e dei bisogni del territorio di riferimento.

      (sintetizzare in maniera organica lo schema dei vincoli e delle opportunità della Prima Sezione del RAV)

      Il contesto di riferimento è caratterizzato da (es. …) bassa scolarizzazione dell’utenza di riferimento, ma di contro offre l’opportunità di costruire una rete formativa orizzontale in virtù della (es. …) presenza sul territorio di luoghi di aggregazione (palestre, associazioni di volontariato) …

       

      Si evidenzia, quindi, l’esigenza formativa dell’utenza di riferimento di (es. …) innalzare il successo formativo e l’orientamento consapevole per la prosecuzione degli studi/per le scelte lavorative …

       

      Se, infatti, la prima sezione del Rapporto aveva una funzione non solo descrittiva, ma anche e soprattutto orientativa in termini di scelte di politica scolastica poiché non si limitava a cogliere gli aspetti del contesto di riferimento, ma li analizzava per coglierne le correlazioni con le azioni che la scuola può mettere in atto sfruttando le potenzialità che il territorio offre e tenendo in considerazione i limiti posti dallo stesso all’efficacia delle scelte adottate, è dalla sintesi ragionata di questa analisi che deve muovere la programmazione triennale per essere davvero strategica ed esprimere l’identità della scuola.

      Terminata la fase dell’analisi dell’ambiente esterno di riferimento, è opportuno evidenziare di quali risorse interne professionali e strutturali la scuola disponga per realizzare la propria offerta formativa:

      Piano Triennale dell’Offerta Formativa

      Sezione 1 – Descrizione dell’ambiente di riferimento e delle risorse disponibili

      Sezione 1.2 – Risorse professionali

      (riportare il quadro organico esistente distinto per tipologie di classi di concorso, desumibile dall’Atto di Indirizzo del dirigente)

      La scuola è dotata delle seguenti risorse professionali: …… (inserire lo schema delle cattedre assegnate alla scuola distinte per posti di sostegno e di base con la specifica delle classi di concorso e del personale ATA con i relativi compiti/aree di competenza).

      Sono stati attivati i seguenti ruoli:

      (es. ) FF.SS. delle seguenti aree …

      Referente dei contatti con il territorio

      Coordinatore della sezione staccata

      ….

      Sono, inoltre, stati organizzati i seguenti gruppi di studio/commissioni di lavoro come articolazioni collegiali:

      (es. ) Gruppo di progetto per rispondere agli Avvisi pubblici

      Commissione di lavoro sugli strumenti di monitoraggio progettuale

      ….

      Per l’anno in corso è stato assegnato alla scuola il seguente organico potenziato:

      (es.) n. 5 docenti sulle seguenti classi di concorso: ……

      Utilizzato nei seguenti interventi: (es.) Organizzazione di classi aperte per l’utilizzo dei laboratori didattici;

      Recupero disciplinare;

      ….

      Sezione 1.3 – Risorse strutturali

      La scuola dispone delle seguenti risorse strutturali:

      (es.) Teatro e sala conferenza

      Laboratorio scientifico

      Per realizzare le proprie proposte progettuali sono state attivate collaborazioni con le realtà territoriali per l’utilizzo (es.) della Biblioteca comunale, della Piscina ….

       

      Lo schema sintetico delle risorse potrebbe in parte essere già stato sistematizzato dal dirigente nel proprio Atto di Indirizzo, per cui se così fosse per la rilevazione delle risorse esistenti basterà riprendere quell’analisi e svilupparla comprendendo, come nell’esempio, le risorse assegnate per l’organico del potenziamento.

      Dopo avere chiarito di quali risorse la scuola dispone anche in relazione all’analisi del territorio ed ai bisogni dell’utenza, la stesura del Piano Triennale può continuare fissando le priorità della scuola per il triennio di riferimento partendo, nuovamente, dalla rilettura del RAV come si schematizza di seguito.

      RAV Sezione 5 – Individuazione delle priorità
      rispetto agli esiti degli studenti e descrizione dei traguardi

      Risultati scolastici

      (es.) Migliorare il successo formativo degli studenti in difficoltà diminuendo il divario negli esiti scolastici tra gli studenti delle fasce di voto alte e quelli che si assestano su livelli di accettabilità.

      Risultati nelle prove standardizzate nazionali

      (es.) Migliorare il risultato degli studenti nella prova di matematica ridefinendo il curricolo dell’istituto per competenze.

      Competenze chiave e di cittadinanza

      Risultati a distanza

       

      Le Priorità fissate nel RAV vanno, però, integrate con gli obiettivi formativi che si intendono perseguire tra quelli che la Legge 107/2015 propone alle scuole di scegliere dal comma 7 della legge stessa e che dovrebbero essere state già indicate nell’Atto di Indirizzo dal dirigente. Occorrerà, pertanto, portare a sintesi i due documenti, ad esempio come nello schema seguente:

      Piano Triennale dell’Offerta Formativa

      Sezione 2 – Identità strategica

      2.1 Priorità fissate per il servizio di istruzione e formazione nel triennio di riferimento

      Partendo dall’analisi del RAV si fissano per il triennio le seguenti priorità relative al miglioramento degli esiti degli studenti: (es.) Migliorare la qualità di attività di recupero per favorire il successo formativo degli studenti in difficoltà diminuendo il divario negli esiti scolastici tra gli studenti delle fasce di voto alte e quelli che si assestano su livelli di accettabilità;

      Migliorare il risultato degli studenti nella prova di matematica migliorando le competenze disciplinari ridefinendo il curricolo dell’istituto.

       

      Sono previste, inoltre, attività curricolari e di ampliamento per sviluppare i seguenti obiettivi formativi ritenuti prioritari:

      (es.) Sviluppo delle competenze digitali degli alunni con specifico riferimento all’uso corretto e consapevole dei social network e contro ogni forma di bullismo anche informatico;

       

      A questo punto si può ipotizzare di inserire nella Sezione 2 il Piano di Miglioramento (2.2), per la cui stesura si rimanda alla sezione specifica del sito (Piattaforma Valutazione e Miglioramento).

       

        2. La progettualità e l’organico dell’autonomia

          Terminata l’analisi generale del contesto, delle risorse a disposizione della scuola e delle priorità finalizzate al miglioramento, si può ipotizzare di proseguire nella stesura del Piano triennale analizzando l’organizzazione del curricolo rispetto alla missione dell’istituto, cioè al raggiungimento di quelle priorità triennali prima declinate e che, se coerentemente e strategicamente organizzate tra loro, restituiscono chiara l’identità della scuola.

          Si può, quindi, pensare di procedere descrivendo quali competenze sono attese dallo specifico grado o indirizzo di studio, riferendosi ai documenti ministeriali del primo o del secondo ciclo di istruzione[2], e descrivendo il curricolo della scuola in termini di contenuti proposti riportando, per il secondo ciclo, anche quelli opzionali previsti dal comma 28 della L. n. 107/2015 o le attività di alternanza scuola-lavoro (commi da 33 a 44). Nella descrizione del curricolo non bisogna dimenticare l’obiettivo di fondo: delineare un piano strategico rivedibile annualmente che nell’arco del periodo di riferimento dispieghi i suoi effetti. È questa la differenza sostanziale con il POF annuale: se quest’ultimo voleva restituire il modello organizzativo e l’immagine identitaria statica della scuola, con il Piano Triennale le scuole devono cercare di guardare oltre puntando ad una visione di lungo periodo che ne descriva le istanze progettuali nell’ottica di identità strategica e dinamica,  capace di andare oltre la contestualizzazione della propria azione perché in grado di unire coerentemente la missione alle azioni realizzabili nel lungo periodo con le risorse a disposizione.

          Volendo continuare a ipotizzare un possibile modello, di seguito schematizziamo i contenuti ritenuti irrinunciabili e, per fare in modo che la nostra proposta sia facilmente riconducibile al dettato normativo, all’occorrenza per ogni contenuto proposto rimandiamo ai corrispondenti commi della legge di riforma[3]:

          Piano Triennale dell’Offerta Formativa

          Sezione 3 – Curricolo dell’istituto

          3.1 Traguardi attesi in termini di competenze e obiettivi di apprendimento

          specifici dell’indirizzo di studio comprensivi della quota di autonomia e

          (solo per le scuole del secondo ciclo) della quota opzionale

          ….

           

          3.2 Iniziative di arricchimento e di ampliamento curricolare e

          (solo per le scuole del secondo ciclo) attività di alternanza scuola-lavoro

          Le attività proposte sono funzionali al raggiungimento delle priorità precedentemente fissate (Obiettivi di miglioramento ai sensi del D.P.R. n. 80/2013 e comma 7 della Legge n. 107/2015) e sono di seguito descritte:

          ATTIVITA’ (contenuto e finalità in termini di competenze):

          Arricchimento oppure Ampliamento curricolare (specificare):

          Destinatari: anni di corso, oppure gruppi trasversali, oppure gruppi di recupero o di potenziamento oppure altro (specificare):

          Risorse materiali necessarie (spazi, strumenti):

          Risorse professionali e compiti assegnati (indicare l’eventuale presenza di risorse professionali esterne, l’eventuale utilizzo di figure previste nell’ ambito dell’organico dell’autonomia):

           

           

           

           

           

           

           

           

           

           

          n.b. - In questo schema potranno trovare sistemazione le attività che la legge n. 107/2015 prevede specificatamente:

          • insegnamenti specifici per la scuola primaria, oppure nei periodi di sospensione didattica, ecc. previsti dai commi da 20 a 24
          • insegnamenti opzionali per il II ciclo descritti dai commi da 28 a 32 anche nell’ottica dell’orientamento
          • percorsi di alternanza previsti dai commi da 33 a 44
          • specifiche attività di formazione rivolte agli studenti previste dal comma 10 per promuovere la conoscenza delle tecniche di primo soccorso
          • eventuali iniziative per educare alle pari opportunità e prevenire la violenza di genere previste dai commi 15 e 16
          • in questo schema possono trovare anche spazio le iniziative previste dai commi da 56 a 61 relative al Piano Nazionale Scuola Digitale.

          3.3 Azioni della scuola in relazione ai Bisogni Educativi Speciali

          La scuola prevede (es.) iniziative curricolari per il consolidamento delle abilità comunicative della lingua del paese ospitante per gli alunni stranieri impiegando l’organico dell’autonomia (comma 32)….

          Vengono attivati (es.) laboratori di Comunicazione Aumentativa Alternativa per gli studenti con disabilità (comma 24)…

          3.4 Linee metodologiche e modalità di monitoraggio delle attività anche in termini di orientamento degli alunni/degli studenti nella prosecuzione del percorso di studi/nell’inserimento occupazionale

          ….

           

          3.5 Criteri e modalità di verifica e valutazione delle competenze degli alunni/degli studenti

           

           

          Gli ultimi due aspetti dello schema, relativi alle linee metodologiche e alle modalità e ai criteri per la valutazione degli esiti degli studenti, possono essere ripresi dal POF versione annuale, dove sicuramente questo aspetto era stato trattato, avendo cura di verificare che nelle attività del Piano triennale tutte siano riconducibili allo stesso quadro metodologico e agli stessi modelli valutativi, altrimenti gli stessi andranno integrati, ma costituiranno, comunque, una base consolidata anche se non propriamente esaustiva da cui partire.

             

            3. Le scelte di carattere organizzativo

              Altra novità che differenzia il Piano triennale dal POF è che il primo contiene, oltre ai Piani di Miglioramento previsti dal D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80 e al fabbisogno dei posti di personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario e di infrastrutture e attrezzature materiali a cui già si è fatto riferimento e che abbiamo già richiamato inserendoli nel possibile modello di predisposizione, anche tutte le scelte di natura organizzativa funzionali alla sua realizzazione.

              Nello specifico occorre prevedere l’organizzazione e, quindi, la descrizione dei seguenti aspetti:

              • Organizzazione degli aspetti didattici con previsione dell’utilizzo dell’organico dell’autonomia e modalità di verifica dell’efficacia delle azioni attivate;
              • Articolazione degli Uffici e modalità di rapporto con l’utenza;
              • Reti e Convenzioni attivate per la realizzazione di specifiche iniziative;
              • Piano di Informazione e formazione relativo alla sicurezza sul posto di lavoro (d. lgs. N. 81/08);
              • Piano di formazione del personale docente e ATA.

              Piano Triennale dell’Offerta Formativa

              Sezione 4 – Organizzazione

              4.1 Modello organizzativo per la didattica

              Il periodo didattico è organizzato (es.) in trimestri oppure quadrimestri …

               

              Vengono attivati (es.) i Dipartimenti disciplinari, ciascuno coordinato da un docente Referente ….

              (es.) L’utilizzo dei Laboratori didattici Scientifico, Tecnologico (…) è favorito dall’individuazione di Docenti responsabili che ne regolamentano l’utilizzo e ne verificano lo stato di funzionamento ….

              Viene istituita la figura del docente animatore digitale con i seguenti compiti…

               

              (es. solo per il secondo ciclo, comma 31) Per la realizzazione delle attività opzionali si individua una unità docente con funzioni di coordinatore…

              Con riferimento alle iniziative descritte nella sezione 3.2 “Iniziative di arricchimento e di ampliamento curricolare e (solo per le scuole del secondo ciclo) attività di alternanza scuola-lavoro” di questo Piano si ritiene necessario attivare, nell’ambito dell’organico dell’autonomia assegnato a questa istituzione, (es.) n. 5 unità aggiuntive di organico con le seguenti funzioni:

              1. 1. Coordinamento delle iniziative finalizzate all’orientamento
              2. 2. Affiancamento dei docenti di discipline tecnico-pratiche per la gestione delle attività di laboratorio
              3. 3. (se ne ricorrono i presupposti) Copertura esonero/semiesonero docente collaboratore del dirigente
              4. 4. ….
              5. 5.

              Il monitoraggio delle azioni realizzate sarà condotto periodicamente attraverso (es.) l’utilizzo di focus group e check list…

              4.2 Articolazione degli Uffici e modalità di rapporto con l’utenza

              …. (si può fare riferimento a quanto già previsto nel POF annuale, avendo cura di specificare le eventuali misure per la dematerializzazione nei rapporti con l’utenza, es. pagelle on line, newsletter, ecc.)

              4.3 Reti e Convenzioni attivate per la realizzazione di specifiche iniziative

              Tipologia e contenuto dell’accordo:

              Azioni realizzate/da realizzare:

              Risultati attesi nel breve e/o nel lungo periodo:

              Specificare le risorse condivise dalla rete (professionali, strutturali, materiali):

              Ruolo assunto dalla scuola nella rete:

               

              4.4 Piano di Informazione e formazione relativo alla sicurezza sul posto di lavoro (d. lgs. N. 81/08)

              Il R.S.P.P. annualmente cura l’informativa al personale attraverso incontri che si svolgono nel periodo (es.) settembre-ottobre con le seguenti modalità ….

               

              Valutate le competenze certificate del personale in organico e considerate le esigenze legate al turn over nel triennio di riferimento si ritiene necessario attivare le seguenti figure sensibili prevedendo la specifica formazione ai sensi della normativa vigente in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro (es.):

               

              Antincendio ed evacuazione

               

              n. …..

              Con competenze certificate n. ….

              Primo Soccorso

               

              n. …

              Con competenze certificate n. ….

              A.S.P.P.

               

               

              n. ….

              Con competenze certificate n. ….

              Da formare n. …

              Da formare n. …

              Da formare n. …

              4.5 Piano di formazione del personale docente e ATA

              Valutate le priorità del Piano triennale e le esigenze formative si è previsto di organizzare il seguente piano di formazione per il personale docente:

              es.: a.s. 2016/2017 - “Strumenti per una didattica inclusiva”

              periodo di svolgimento e durata: …

              modalità di lavoro: …

              figure esperte coinvolte in qualità di formatori: …

              Verificata l’esigenza formativa del personale ATA (es.) di adeguare le competenze possedute a quanto necessario per l’applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale ai sensi del d. lgs. N. 82/2005 e s. m. e i. si è previsto di organizzare il seguente piano di formazione per il personale ATA:

              es.: a.s. 2016/2017 - “La dematerializzazione dei processi amministrativi”

              periodo di svolgimento e durata: …

              modalità di lavoro: …

              figure esperte coinvolte in qualità di formatori: …

               













              Tra le scelte di carattere organizzativo appare particolarmente significativa quella che motiva l’esigenza di personale docente aggiuntivo nell’ambito dell’organico dell’autonomia che, come ormai ampiamente sostenuto, riprende l’idea di organico funzionale, con la funzione, cioè, di valorizzazione della capacità progettuale della scuola come massima espressione della sua autonomia. Il comma 5 della legge n. 107/2015, infatti, prevede l’assegnazione di una consistenza organica funzionale alla progettualità della scuola come descritta dal piano triennale dell’offerta formativa.

              È per questo che nel modello che proponiamo questo aspetto collega la Sezione 3.2 relativa alle “Iniziative di arricchimento e di ampliamento curricolare …”, in cui per ciascuna attività proposta nel triennio abbiamo suggerito di indicare il coinvolgimento o meno di personale docente assegnato nell’ambito dell’organico dell’autonomia chiarendone gli eventuali ruoli o compiti assegnati, con la Sezione 4.1 relativa al “Modello organizzativo per la didattica”, in cui abbiamo indicato di riprendere quanto già descritto prima per la quantificazione e motivazione delle unità aggiuntive di personale docente da richiedere in relazione alle attività progettuali, spiegandone coerentemente e dettagliatamente le funzioni. Ovviamente è bene ricordare che i docenti possono anche essere utilizzati per incarichi organizzativi, non solo in attività di docenza, ma è proprio nella descrizione di un progetto di scuola che leghi coerentemente le funzioni ritenute indispensabili da attivare che si gioca la possibilità di successo della richiesta.

               

              La legge, infatti, nei commi 6 e 7 prevede che le scuole individuino, descrivendoli nel Piano Triennale, quali insegnamenti e quali interventi di carattere organizzativo si ritengano necessari alla realizzazione degli obiettivi prioritari inizialmente fissati, traducendoli nella definizione delle risorse professionali e materiali ritenute necessarie e, quindi, da impiegare per rendere efficace l’azione formativa.

              È un iter di definizione che quest’anno le scuole dovranno seguire azzardando richieste senza la determinazione a monte dell’organico da parte del MIUR, avendo come unico parametro, neanche pienamente attendibile, la dotazione di organico potenziato avuta nell’anno in corso.

              Le risorse così assegnate saranno, nel triennio successivo, utilizzate per la realizzazione dei curricoli e delle attività progettate e ritenute rispondenti alle esigenze del territorio di riferimento ed espressione dell’identità strategica della scuola e della sua capacità di incidere efficacemente nel processo di formazione e di crescita di alunni e studenti.

                 

                4. Monitoraggio del Piano Triennale

                  Infine, occorre prevedere il monitoraggio del piano, sia perché persegue obiettivi di lungo periodo che necessitano di una verifica costante degli stati di avanzamento, sia proprio in ragione della possibilità di revisione annuale offerta dalla legge. Il monitoraggio delle azioni è funzionale proprio alla tenuta del modello progettuale delineato dalla scuola sia in merito alle scelte didattiche che a quelle organizzative nell’arco del triennio, un periodo di tempo lungo rispetto al quale le scuole non sono abituate a programmare. È evidente che il modello così delineato non ha alcuna pretesa esaustiva ed è suscettibile di modifiche, integrazioni, ampliamenti ed è soggetto a necessità di aggiustamenti anche in previsione di nuove indicazioni ministeriali per i molti aspetti rispetto ai quali si attendono maggiori chiarimenti.

                  In quest’ottica di continua costruzione di un percorso comune è opportuno prevedere che il monitoraggio del Piano sia condotto dal dirigente insieme allo staff perché valutino in maniera condivisa e partecipata gli eventuali correttivi da apportare alle scelte didattiche e organizzative per il raggiungimento finale delle priorità triennali anche in considerazione dell’efficacia delle azioni realizzate e dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse sia professionali che materiali:

                   

                  Piano Triennale dell’Offerta Formativa

                  Sezione 5 – Monitoraggio

                  Periodo: …………… (specificare l’anno a cui si riferisce il monitoraggio)

                  5.1 Verifica degli obiettivi raggiunti in relazione alle priorità fissate

                  In vista delle priorità triennali si ritengono efficacemente realizzate le seguenti azioni nell’arco dell’anno a cui si riferisce il monitoraggio:

                  Si ritiene necessario prevedere/non prevedere (cancellare la dizione che non interessa) ulteriori azioni non previste inizialmente, ma considerate indispensabili (es. Attivazione di figure specifiche di coordinamento, Iniziative di formazione specifica, ecc.):

                  5.2 Verifica dell’efficacia delle attività di ampliamento/arricchimento curricolare proposte

                  Il monitoraggio delle attività di ampliamento/arricchimento proposte condotte al termine delle attività previste nell’anno di riferimento ha dato i seguenti esiti:

                  • Grado di partecipazione dell’utenza alle iniziative proposte: …
                  • Livello di gradimento dell’utenza alle iniziative proposte: …
                  • Ricaduta didattica delle attività: ….
                  • ……

                  Esiti complessivi e decisioni in merito: ……..

                   

                  5.3 Utilizzo dell’organico dell’autonomia in termini di efficienza

                  Il monitoraggio dell’utilizzo dell’organico dell’autonomia nell’anno di riferimento ha dato i seguenti esiti:

                  • Qualità del modello organizzativo realizzato: …….
                  • Qualità del modello didattico realizzato: …….
                  • Rapporto tra i risultati conseguiti e le risorse impiegate: ….
                  • …..

                  Esiti complessivi e decisioni in merito: ……..

                   

                   

                  5.4 Valutazione complessiva del processo in atto

                  (in termini di partecipazione, condivisione, ricaduta formativa)

                  ….

                   



                  [1] La Nota 5 ottobre 2015, n. 2157 del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR fissa, solo per quest’anno ed in deroga a quanto prescritto dalla Legge n. 107/2015, al 15 gennaio 2016 l’approvazione del PTOF da parte delle scuole a valere sul triennio successivo.

                  [2] Indicazioni Nazionali 2012 ai sensi del D.P.R. n. 89/2009 per il primo ciclo, Indicazioni Nazionali per i Licei ai sensi del D.P.R. n. 89/2010, Linee Guida per gli Istituti Professionali e per gli Istituti Tecnici ai sensi dei DD.PP.RR. n. 87 e n. 88 del 15 marzo 2010.

                  [3] Per l’analisi guidata del dettato normativo si rimanda alla consultazione dello stesso nella versione per paragrafi proposta nella Parte II di “Una mappa per la riforma – Viaggio tra i 212 commi della legge 107/2015”, a cura di Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi, Tecnodid Editrice 2015.

                    09/12/2015 10:34