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13/01/2020

Dirigente scolastico

Sergio Auriemma

Assetto normativo della figura professionale

La disciplina normativa della dirigenza scolastica, inizialmente recata dal d.lgs. n. 59/1998 (che ha introdotto nel d.lgs. n. 29/1993 i nuovi artt. 25-bis e 25-ter, ora trasfusi nell'art. 25 del d.lgs. n. 165/2001), traccia un importante segmento della trasformazione complessiva che, nel corso degli anni, ha interessato il comparto istruzione.

Essa rappresenta il primo nucleo di attuazione della delega conferita dall'art. 21 della legge n. 59/1997 (cd. legge Bassanini ); successivamente sono intervenuti il d.P.R. n. 233/1998 sul dimensionamento delle scuole, il d.P.R. n. 275/1999 sull'autonomia e, di recente, la legge n. 107/2015.

Ogni altra disciplina medio tempore introdotta ed avente impatto sulla figura professionale in esame, prevalentemente riferita al tema delle attività e funzioni autonomistiche delle scuole, risulta recata da disposizioni - decreti, direttive o circolari ministeriali - aventi rango secondario e rilievo giuridico solo interno al comparto.

La regolazione normativa è stata tenuta distinta da quella riferita alla dirigenza amministrativa dello Stato (d.lgs. n. 80/1998), in tal modo sottolineando l'intento, già presente ed evidente nella legge-delega del 1997, di porre l'accento sulle singolarità della funzione dirigenziale da assolvere nella scuola.

Conferma esplicita delle differenze tra le due tipologie di figure dirigenziali - le quali comunque restano entrambe collocate entro un unico quadro disciplinatore concernente la dirigenza "statale" - si ritrova, prima di tutto, nella c.m. Funzione Pubblica 31.07.2002.

In relazione all'avvenuto riordino della dirigenza amministrativa ad opera della legge n. 145/2002, la circolare ha precisato che "dall'ambito applicativo dell'art. 3, comma 7, della legge sono esclusi i dirigenti delle istituzioni scolastiche che hanno acquisito la qual

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