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Nota M.I. 16.07.2020, n. 19479

Piano per la formazione dei docenti per l'educazione civica di cui alla legge n.92/2019. Assegnazione delle risorse finanziarie e progettazione delle iniziative formative.

1. Il quadro di riferimento

La legge 92 del 20 agosto 2019 (di seguito, Legge) ha introdotto dall'anno scolastico 2020-2021 l'insegnamento scolastico trasversale dell'educazione civica nel primo e secondo ciclo d'istruzione, integrate da iniziative di sensibilizzazione ad una cittadinanza responsabile nella scuola dell'infanzia. Il tema dell'educazione civica assume oggi una rilevanza strategica e la sua declinazione in modo trasversale nelle discipline scolastiche rappresenta una scelta "fondante" del nostro sistema educativo, contribuendo a "formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri".

I nuclei tematici dell'insegnamento sono precisati nel comma 2 dell'articolo 1 della Legge:

1. Conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea, per sostanziare in particolare la condivisione e la promozione dei principi di legalità;

2. Cittadinanza attiva e digitale;

3. Sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona.

Con decreto del Ministro dell'Istruzione 12 maggio 2020 è stato nominato il Comitato tecnico scientifico che ha predisposto e validato le Linee Guida, emanate con decreto del Ministro dell'istruzione 22 giugno 2020, n. 35. La norma prevede, all'interno del curricolo di istituto, l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, per un orario complessivo annuale che non può essere inferiore alle 33 ore, da individuare all'interno del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti e affidare ai docenti del Consiglio di classe o dell'organico dell'autonomia.

La traduzione delle Linee guida nel concreto dell'attività didattica necessita di essere sostenuta e valorizzata con iniziative di accompagnamento delle istituzioni scolastiche: in particolare, è necessaria una adeguata formazione del personale scolastico sugli obiettivi, i contenuti, i metodi, le pratiche didattiche, l'organizzazione dell'educazione civica declinata nelle macroaree sopra descritte, da inserire trasversalmente nelle discipline previste nello specifico corso di studi.

 

2. I destinatari, le forme e i contenuti della formazione

I moduli formativi sono destinati, in prima battuta, a uno dei coordinatori per l'educazione civica di cui all'articolo 2, comma 5 della Legge, individuato, sulla base dei criteri approvati dal Collegio docenti tenuto conto di quanto previsto dalla Legge, su proposta del dirigente scolastico dal Collegio stesso, con funzioni di referente. Il referente avrà il compito di favorire l'attuazione dell'insegnamento dell'educazione civica attraverso azioni di tutoring, di consulenza, di accompagnamento, di formazione e supporto alla progettazione nei confronti dei colleghi, secondo il paradigma della "formazione a cascata", di facilitare lo sviluppo e la realizzazione di progetti multidisciplinari e di collaborazioni interne fra i docenti, per dare concretezza alla trasversalità dell'insegnamento. In funzione della complessità delle istituzioni scolastiche e in accordo con le Scuole polo, saranno formate ulteriori figure di referente, nei limiti delle risorse, sulla base di successive indicazioni.

Ogni modulo formativo, che non potrà avere una durata inferiore alle 40 ore e che si configura come una "unità formativa" certificata, è articolato in almeno 10 ore di lezione (anche attraverso piattaforme on-line, privilegiando attività laboratoriali ed interventi di esperti) rivolte ai referenti per l'educazione civica, che si dovranno poi impegnare a svolgere funzioni di tutoraggio, formazione e supporto ai colleghi delle istituzioni scolastiche di appartenenza, per ulteriori 30 ore. Le attività di formazione vedono da un minimo di 15 a un massimo di 30 partecipanti e sono sottoposte a costante monitoraggio e valutazione finale attraverso la funzione della piattaforma sofia.istruzione.it.

I moduli formativi dovranno:

a) approfondire l'esame dei tre nuclei concettuali, la loro interconnessione e trasversalità rispetto alle discipline;

b) prevedere esempi concreti di elaborazione di curricoli in raccordo con i Profili di cui agli Allegati B e C delle Linee Guida, con indicazione degli obiettivi specifici di apprendimento per anno e dei traguardi di sviluppo delle competenze per periodi didattici;

c) proporre esempi di griglie di valutazione, in itinere e finali, applicative dei criteri deliberati dal Collegio dei docenti e inseriti nel Piano triennale dell'offerta formativa;

d) promuovere modalità organizzative adeguate ai differenti percorsi ordinamentali.

Particolare attenzione va prestata alle attività di sensibilizzazione ad una cittadinanza responsabile nella scuola dell'infanzia, dove la formazione degli insegnanti deve essere improntata a pratiche di sperimentazione di metodologie didattiche che possano favorire, con approcci concreti all'apprendimento, l'esplorazione dell'ambiente naturale e umano in cui i bambini vivono, liberando la curiosità, l'interesse e il rispetto per le forme di vita ed i beni comuni. Inoltre, sarà importante promuovere metodologie didattiche per un primo approccio ai dispositivi tecnologici, richiamando semplici esempi per un uso consapevole e gli eventuali rischi connessi. Altrettanta attenzione dovrà essere rivolta anche ai CPIA.

 

3. La governance delle azioni formative

Il Comitato tecnico scientifico, oltre alle iniziative informative iniziali rivolte agli Uffici scolastici regionali e alle scuole polo per la formazione, ha il compito di sostenere e accompagnare l'attuazione della Legge attraverso la diffusione di documenti di indirizzo, seminari specifici in presenza e on-line; di definire, in collaborazione con Indire, le azioni di monitoraggio anche in riferimento alla raccolta dei traguardi di competenza e degli obiettivi di apprendimento che le scuole inizieranno a sperimentare a partire dall'a.s. 2020-2021 e che andranno ad integrare in via definitiva le Linee guida.

L'Indire supporta il Comitato tecnico scientifico nelle attività organizzative seminariali e nelle azioni di monitoraggio; ha il compito di raccogliere le migliori pratiche territoriali e realizzare un repository documentale, standardizzato, da mettere a disposizione di ciascuna istituzione scolastica.

 

L'Ufficio scolastico regionale svolge la funzione di coordinamento territoriale delle operazioni di formazione previste nonché delle relative azioni di monitoraggio e di rendicontazione amministrativa.

I soggetti attuatori dovranno mettere a disposizione pacchetti formativi dedicati che saranno comprensivi, tra l'altro, di videolezioni, webinar e di un "supporto on the job" ai referenti durante tutto il primo anno di sperimentazione. Le scuole polo avranno cura, per il tramite degli Uffici scolastici regionali, di inviare la programmazione delle iniziative formative al Comitato tecnico scientifico che potrà partecipare in qualità di osservatore alle giornate di formazione organizzate.

Entro il 31 ottobre 2020, le scuole polo per la formazione acquisiranno dalle scuole della rete territoriale i nominativi dei referenti per l'educazione civica incaricati di seguire i percorsi formativi. Le iniziative formative dovranno essere inserite nel sistema sofia.istruzione.it e dovranno essere realizzate entro il 30 giugno 2021. Ulteriori iniziative formative saranno programmate nel corso del triennio di sperimentazione e ci si riserva di individuare percorsi di formazione e di accompagnamento aggiuntivi sulla base dei risultati dei monitoraggi raccolti e analizzati dal Comitato tecnico scientifico in collaborazione con l'Indire.

 

4. Le risorse disponibili

Le iniziative si programmano e si realizzano, di norma, a livello territoriale, e sono affidate in gestione alle scuole polo per la formazione nell'ambito del 40% dei fondi disponibili, come da ipotesi di contratto integrativo nazionale formazione del 19/11/2019, a valere sulle risorse finanziarie per l'anno 2020.

Per far fronte alle esigenze di formazione sono messe a disposizione risorse finanziarie pari a euro 4.000.000, di cui all'articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015 n.107, previste nel Bilancio MI a partire dall'anno 2020.

Per ciascun percorso formativo è messo a disposizione un budget di massima di circa 3.200 euro, che dovrà consentire sia di realizzare e attestare le attività formative preferibilmente on-line, sia di riconoscere le attività dei referenti, come formazione "indiretta".

Con il budget a disposizione sarà possibile finanziare 1250 moduli a livello nazionale, raggiungendo potenzialmente tutti i territori e tutte le scuole.

L'assegnazione dei fondi, sulla base della tabella di ripartizione, sarà disposta in favore delle scuole polo per la formazione. Il 50% dell'importo sarà erogato come di consueto in acconto e il restante 50% delle somme sarà erogato successivamente alla rendicontazione delle scuole, presentata secondo le modalità definite con successiva nota.

 

Allegato - Tabella di ripartizione regionale delle risorse finanziarie

Regione Corsi_I_Ciclo Corsi_II_Ciclo Totale corsi Fondi
Abruzzo 18 17 35 euro 112.000,00
Basilicata 10 9 19 euro 60.800,00
Calabria 32 29 61 euro 195.200,00
Campania 67 65 132 euro 422.400,00
Emilia Romagna 36 42 78 euro 249.600,00
Friuli Venezia Giulia 15 16 31 euro 99.200,00
Lazio 50 60 110 euro 352.000,00
Liguria 16 15 31 euro 99.200,00
Lombardia 78 94 172 euro 550.400,00
Marche 18 18 36 euro 115.200,00
Molise 5 6 11 euro 35.200,00
Piemonte 45 49 94 euro 300.800,00
Puglia 42 45 87 euro 278.400,00
Sardegna 19 22 41 euro 131.200,00
Sicilia 61 59 120 euro 384.000,00
Toscana 40 39 79 euro 252.800,00
Umbria 11 9 20 euro 64.000,00
Veneto 44 49 93 euro 297.600,00
Totale 607 643 1.250 euro 4.000.000,00