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Documento tecnico INAIL 07.12.2020

Documento tecnico sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all'ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale.

Prefazione

L'Inail e l'Istituto Superiore di Sanità, nel percorso di valutazione delle misure per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2, hanno elaborato una serie di documenti e indicazioni a supporto del settore scolastico.

Con questo documento si intende dare un ulteriore contributo su una tematica molto importante quale le attività correlate all'ambito scolastico che possono rappresentare una rilevante occasione di contagio per gli studenti e più in generale per la comunità.

Mettere in sicurezza la scuola e mantenerla in presenza significa pensare non solo alle misure organizzative di prevenzione e protezione negli edifici scolastici, ma anche a tutte le attività che avvengono fuori del contesto scolastico (in particolare al percorso casa-scuola degli studenti) che in diversa misura possono contribuire alla diffusione del contagio.

Per garantire la sicurezza in queste attività è necessario uno sforzo complessivo delle Istituzioni coinvolte e non solo della scuola, nel trovare soluzioni ma anche la responsabilità individuale di ciascuno e l'impegno delle famiglie nell'attuare scelte e comportamenti corretti e sostenibili che possono fare la differenza.

La finalità di questo documento, acquisito dal Comitato Tecnico Scientifico nella seduta del 4 dicembre 2020, è fornire dati ed elementi utili per la riflessione e il dibattito sulle attività correlate all'ambito scolastico, con particolare riferimento al trasporto pubblico locale, insieme a indicazioni operative e pratiche anche nell'ottica della prospettiva concreta di riavvio delle attività didattiche in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Premessa

Il periodo di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da SARS-CoV-2 ha portato alla necessità di adottare importanti azioni contenitive che hanno coinvolto il settore scolastico.

Tra i primi interventi adottati nella fase acuta, a partire dal 4 marzo 2020, sono stati sospesi sull'intero territorio nazionale i servizi educativi per l'infanzia, le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, garantendo in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. L'urgenza di tali misure ha contribuito a contrastare efficacemente la circolazione del virus SARS-CoV-2 nella popolazione, non solo per le caratteristiche intrinseche di prossimità e aggregazione proprie dell'ambito scolastico, ma anche per l'impatto che la mobilità per l'espletamento delle attività scolastiche ha, complessivamente, su quella della popolazione generale.

Successivamente, la fase di transizione epidemica ha consentito una ri-modulazione in senso meno stringente delle misure di contenimento adottate, consentendo la riapertura progressiva delle attività lavorative. In questa fase, caratterizzata da una sostanziale stabilità dei casi in condizioni di bassa incidenza, è stato possibile focalizzare le attività sulla preparedness in previsione della stagione autunno-invernale 2020 e, nello specifico, l'elaborazione di documenti finalizzati alla riapertura delle scuole (a partire dal 14 settembre 2020), anche in coerenza con le attività svolte in ambito internazionale.

In particolare, nella seduta del 28 maggio, il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) ha approvato il "Documento tecnico sull'ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico" (CTS verbale n. 82 del 28 maggio 2020) con l'obiettivo di fornire elementi tecnici al decisore politico per la definizione di azioni di sistema da porre in essere a livello centrale e locale al fine di consentire la riapertura delle scuole in sicurezza, nel nuovo anno scolastico 2020-2021. Il documento proponeva misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, nonché semplici regole rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, per consentire l'avvio dell'anno scolastico 2020- 2021 rispetto alla situazione epidemiologica ed alle conoscenze scientifiche maturate al 25 maggio 2020, fornendo indicazioni di carattere generale finalizzate a garantire la coerenza con le misure essenziali al contenimento dell'epidemia, rappresentando primariamente un elenco di criteri guida da contestualizzare nelle specifiche realtà scolastiche.

La documentata persistenza della circolazione del virus sul territorio nazionale e internazionale ha richiesto aggiornamenti del documento (CTS verbale n.90 del 22 giugno 2020) in previsione di un possibile sviluppo di focolai epidemici e, comunque, di un andamento dinamico nel tempo caratterizzato da una possibile variabilità territoriale tale da richiedere la necessità di misure cautelative e di controllo che consentissero una prevenzione dei contagi e, al tempo stesso, una risposta immediata, al fine di evitare la diffusione di possibili focolai.

Con questa finalità, il 28 agosto 2020 è stato pubblicato il documento "Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia" curato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), dal Ministero della Salute, dal

Ministero dell'Istruzione e dall'Inail (Rapporto ISS COVID-19 n. 58/2020), finalizzato a fornire indicazioni operative per le istituzioni scolastiche e i servizi educativi dell'infanzia, nonché per i Dipartimenti di Prevenzione del Servizio Sanitario Nazionale e per tutti coloro che potrebbero essere coinvolti nella risposta - a livello di salute pubblica - ai possibili casi e focolai di Covid-19 in tali contesti.

A partire dal 14 settembre e, con diverse articolazioni regionali, fino al 29 settembre 2020 è stato avviato sul territorio nazionale l'anno scolastico 2020-2021. Con l'aggravarsi della situazione epidemiologica, anche in coerenza con il documento della preparedness sopracitato, sono state attuate una serie di misure contenitive proporzionali al livello di rischio attribuito dal monitoraggio settimanale alle Regioni e alle Province Autonome che ha portato progressivamente all'erogazione della didattica a distanza nelle scuole del secondo ciclo, estesa anche alle ultime due classi del primo ciclo nelle Regioni e nelle Province Autonome a livello di rischio massimo. In alcuni territori, ordinanze dei presidenti delle Regioni hanno introdotto ulteriori misure restrittive che, come nel caso della Campania, hanno portato alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Tali restrizioni sono, in ogni caso, fra le misure più dolorose adottate dall'inizio della pandemia. La didattica a distanza, pur a fronte del grande sforzo fatto in supporto dalle famiglie, dagli studenti stessi, dalla scuola e dai suoi lavoratori costituisce una soluzione non ottimale. In molti contesti, l'accessibilità alla connettività e le dotazioni informatiche non adeguate costituiscono un'occasione di incremento delle ineguaglianze sociali, aumentando altresì il rischio di dispersione scolastica. Mantenere la scuola in presenza e controllare la pandemia sono obiettivi prioritari e per questo è necessario uno sforzo ulteriore nell'ottica della prossima riapertura completa delle scuole, alla luce del progressivo miglioramento degli indicatori epidemiologici.

Nel percorso di valutazione delle misure contenitive da attuare nel settore scolastico, oltre ad un'analisi delle sue attività peculiari, è necessario considerare anche il complesso di attività correlate all'ambito scolastico (anche definite nel linguaggio comune con il termine "peri-scolastiche"): ovvero quelle attività che, pur svolgendosi esternamente dal contesto scolastico propriamente detto, sono funzionali e/o correlate alle attività didattiche vere e proprie svolte nell'istituto scolastico (es. gli spostamenti tra casa e scuola e viceversa, gli incontri tra studenti per svolgere attività di studio o altre forme di aggregazione studentesca al di fuori dell'orario scolastico).

Il settore scolastico, nella classificazione di cui al Documento Tecnico Inail di aprile 2020 è considerato a rischio medio-basso, con classe di aggregazione medio-aIta. I dati di sorveglianza epidemiologica e la letteratura scientifica disponibile dimostrano una complessiva e soddisfacente efficacia delle misure e dei protocolli adottati, evidenziando che il rischio di contagio nelle scuole non evidenzia livelli superiori rispetto a quelli della popolazione generale. Tuttavia, in accordo con quanto riportato dall'OMS e dalla letteratura scientifica prevalente, si osserva una maggiore incidenza di casi nelle fasce di età più elevate (>12 anni), proprio in quella porzione di studenti per i quali vi sono occasioni di rischio più rilevanti connesse alle attività correlate all'ambito scolastico e per i quali l'utilizzo del trasporto pubblico risulta più sostanziale.

In tale ottica, è necessario un approccio complessivo per mettere in sicurezza la scuola e mantenerla in presenza, pensando non solo alle misure organizzative di prevenzione e protezione negli edifici scolastici, ma anche in tutte le attività correlate all'ambito scolastico, con particolare riferimento al percorso casa-scuola degli studenti.

Sul tema della gestione del trasporto pubblico locale (TPL) già nella seduta del 24 aprile, il CTS ha approvato il "Documento tecnico sull'ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive in relazione al trasporto pubblico terrestre, nell'ottica della ripresa del pendolarismo nel contesto dell'emergenza da SARS-CoV-2" (CTS verbale n. 59 del 24 aprile 2020), con l'obiettivo di fornire elementi tecnici al decisore politico circa l'adozione di misure di sistema, organizzative e di prevenzione, nonché semplici regole per l'utenza per il contenimento della diffusione del contagio sui mezzi di trasporto pubblico collettivo terrestre. Successivamente, ulteriori approfondimenti sono stati dedicati alla stessa tematica tra cui si citano, in particolare, le "Linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di trasporto pubblico", le "Linee guida finalizzate a disciplinare lo svolgimento dei servizi di trasporto scolastico dedicato" (CTS verbale n. 98 del 5 agosto 2020) e, in previsione della riapertura delle scuole, lo specifico approfondimento dedicato anche al settore scolastico "TPL e trasporto urbano nella contingenza della ripresa delle attività produttive e della ripresa delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado" (CTS verbale n. 102 del 26 agosto 2020).

Nei citati documenti, viene ribadito come l'intero sistema di trasporto pubblico, anche sulla base della classificazione del livello di rischio di contagio da SARS-CoV-2 di cui al Documento Tecnico Inail, debba essere considerato un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta, soprattutto nelle aree metropolitane ad alta urbanizzazione. Tale livello di rischio richiede un'efficace riorganizzazione del sistema di trasporto pubblico, affiancata a misure di prevenzione e protezione collettive e individuali che necessitano, comunque, della collaborazione attiva degli utenti che dovranno continuare a mettere in pratica i comportamenti previsti per il contrasto alla diffusione dell'epidemia.

In questo contesto, l'obiettivo del presente documento è quello di fornire elementi utili per l'analisi e la gestione del rischio di contagio in tutte le attività all'ambito scolastico, con particolare riferimento all'utilizzo del TPL.

 

Allegato - Documento Tecnico INAIL

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