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Nota MIUR 04.10.2018, prot. n. 3050 Legislazione e dottrina    

Nota MIUR 04.10.2018, prot. n. 3050

Esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2018/2019 - prime indicazioni operative.

Come noto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n.62 recante "Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107" ha apportato significative innovazioni alla struttura e all'organizzazione dell'esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado. Le relative disposizioni, contenute nel Capo III (artt.12-21), sono entrate in vigore dall'1 settembre 2018, come previsto dall'art. 26, comma 1, dello stesso decreto legislativo.

Tuttavia, il decreto-legge 25 luglio 2018, n.91, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative", convertito nella legge 21 settembre 2018, n.108, ha previsto all'art. 6, commi 3-septies e 3-octies, il differimento all'1 settembre 2019 dell'entrata in vigore dell'art. 13, comma 2, lettere b) e c), del d.lgs. n.62/2017, riguardanti i seguenti requisiti di accesso all'esame di Stato per i candidati interni:

- la partecipazione, durante l'ultimo anno di corso, alle prove a carattere nazionale predisposte dall'INVALSI, volte a verificare i livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese;

- lo svolgimento delle attività di alternanza scuola lavoro, secondo quanto previsto dall'indirizzo di studio nel secondo biennio e nell'ultimo anno di corso.

Restano immutati gli altri requisiti di ammissione all'esame dei candidati interni previsti dall'art. 13, comma 2, lettere a) e d) del d.lgs. n.62/2017:

- l'obbligo di frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le deroghe per i casi eccezionali già previste dall'art.14, comma 7, del D.P.R. n. 122/2009;

- Il conseguimento di una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo discipline e di un voto di comportamento non inferiore a sei decimi, fatta salva la possibilità per il consiglio di classe di deliberare, con adeguata motivazione, l'ammissione all'esame per gli studenti che riportino una votazione inferiore a sei decimi in una sola disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto.

Analogamente, per i candidati privatisti l'art. 6, commi 3-septies e 3-octies, prevede il differimento all'1 settembre 2019 delle disposizioni di cui all'art. 14, comma 3, sesto periodo, del d.lgs. n. 62/2017 che subordinano la partecipazione all'esame allo svolgimento delle prove INVALSI e delle attività assimilabili all'alternanza scuola-lavoro.

Si coglie l'occasione per richiamare le principali innovazioni normative, di immediato interesse per gli studenti, introdotte dal Capo III del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, affinché le Istituzioni scolastiche possano iniziare a lavorare sugli aspetti didattici di loro competenza e a programmare le tappe organizzative dell'esame, tenendo conto della tempistica di adozione dei provvedimenti di spettanza del MIUR, che qui di seguito si specifica.

L'attribuzione del credito scolastico

L'art. 15 del d.lgs. 62/2017 attribuisce al credito scolastico maturato dagli studenti nel secondo biennio e nell'ultimo anno di corso un peso decisamente maggiore nella determinazione del voto finale dell'esame di Stato rispetto alla precedente normativa, elevando tale credito da venticinque punti su cento a quaranta punti su cento. Lo stesso articolo specifica il punteggio massimo attribuibile per ciascuno degli anni considerati: dodici punti per il terzo anno, tredici per il quarto anno e quindici per il quinto anno. Inoltre, nell'allegato A al decreto legislativo, la prima tabella, intitolata Attribuzione del credito scolastico, definisce la corrispondenza tra la media dei voti conseguiti negli scrutini finali per ciascun anno di corso e la fascia di attribuzione del credito scolastico. Per gli studenti che sostengono l'esame nell'anno scolastico 2018/2019 una seconda tabella reca la conversione del credito scolastico conseguito complessivamente nel terzo e nel quarto anno di corso.

Pertanto, per l'anno scolastico in corso il credito scolastico totale sarà determinato, per ciascun alunno, dalla sommatoria del punteggio definito sulla base della tabella di conversione della somma del credito del terzo e del quarto anno, già assegnato nei due anni scolastici precedenti, e il punteggio del credito scolastico attribuito per il quinto anno nello scrutinio finale applicando, a tale ultimo fine, esclusivamente la prima e l'ultima colonna della tabella di attribuzione del credito scolastico.

Al fine di mettere gli studenti del quinto anno in condizione di avere contezza della propria situazione, i consigli di classe provvederanno ad effettuare tempestivamente e, comunque, non più tardi dello scrutinio di valutazione intermedia, la conversione del credito scolastico conseguito complessivamente nel terzo e nel quarto anno di corso da ciascuno studente, verbalizzandone l'esito. Inoltre, le scuole avranno cura di comunicare agli studenti e alle famiglie il credito complessivo del terzo e del quarto anno, come risultante dalla suddetta operazione di conversione, mediante i consueti canali di comunicazione scuola- famiglia.

Le prove di esame e il punteggio finale complessivo

L'art. 17 del d.lgs. n. 62/2017 disciplina le prove di esame, che risultano articolate come di seguito:

- La prima prova scritta, che ha la finalità di accertare la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua in cui si svolge l'insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato. Essa consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. La prova può essere strutturata in più parti, anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che della riflessione critica da parte del candidato (comma 3);

- la seconda prova, in forma scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositiva/esecutiva musicale e coreutica, che ha per oggetto una o più discipline caratterizzanti il corso di studi e che è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello specifico indirizzo di studi (comma 4);

- Il colloquio, anch'esso finalizzato ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale degli studenti, che si svolge secondo quanto previsto dal comma 9.

Una rilevante novità è stata introdotta dai commi 5 e 6 dell'art. 17 del d.lgs. n.62/2017. Infatti, fermo restando che le scuole elaborano il loro curricolo e progettano gli interventi didattico/educativi sulla base dei traguardi di apprendimento indicati dai DD.PP.RR. nn. 87,88 e 89 del 2010, si prevede l'adozione, con decreto del Ministro, dei quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove scritte e la definizione delle griglie di valutazione, al fine di uniformare i criteri di valutazione delle commissioni d'esame per l'attribuzione dei punteggi.

Entrambi gli strumenti saranno di fondamentale importanza, sia per guidare il lavoro della commissione di esperti (di cui al comma 8 dell'art. 17) incaricata di elaborare le proposte di prova fra le quali il Ministro sceglie i testi della prima e della seconda prova scritta, sia per orientare, da parte dei consigli di classe e dei singoli docenti, l'attività di preparazione degli studenti e l'elaborazione delle simulazioni di prova.

Il decreto in questione sarà emanato entro la metà del mese di ottobre, in modo da consentire alle scuole di avviare, quanto prima, le attività didattiche di loro competenza e agli studenti di conoscere per tempo le linee metodologiche e disciplinari, nonché i criteri di valutazione, che caratterizzeranno lo svolgimento delle prove scritte.

Al riguardo, si ritiene utile allegare alla presente circolare il documento conclusivo del gruppo di lavoro nominato con D.M. n. 499 del 10 luglio 2017, incaricato di elaborare proposte per migliorare le competenze, conoscenze e abilità nella lingua italiana degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, presieduto dal professor Luca Serianni, che costituirà la base per la definizione del quadro di riferimento e delle griglie di valutazione per la prima prova scritta. Inoltre, si allega il prospetto delle indicazioni metodologiche che sono state fornite ai gruppi di lavoro ministeriali incaricati di elaborare i quadri di riferimento e le griglie di valutazione per la seconda prova scritta.

Per quanto attiene alle discipline caratterizzanti i percorsi di studio, sulle quali verte la seconda prova scritta e che saranno oggetto dei quadri di riferimento e delle griglie di valutazione di cui sopra, si precisa che esse rimangono definite dal D.M. n. 10 del 29 gennaio 2015.

In ordine all'attribuzione dei punteggi d'esame l'art. 18 del d.lgs. n.62/2017 prevede l'assegnazione a ciascun candidato di un punteggio finale complessivo in centesimi. La commissione d'esame dispone di un massimo di venti punti per ciascuna delle due prove scritte e di venti punti per il colloquio. Tali punteggi si sommano a quello del credito scolastico, che, come detto in precedenza, può essere assegnato per un massimo di quaranta punti, sulla base della tabella di attribuzione del credito scolastico allegata al decreto legislativo ( commi 1 e 2).

Il punteggio minimo per superare l'esame resta fissato in sessanta punti (comma 4).

La Commissione d'esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di cinque punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno trenta punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno cinquanta punti ( comma 5 ). La Commissione, inoltre, può motivatamente attribuire la lode, con deliberazione unanime, a coloro che conseguono il punteggio massimo di cento punti senza fruire della predetta integrazione del punteggio, alle ulteriori condizioni specificate dal comma 6 dell'art. 18.

Le disposizioni applicative

Il d.lgs. n. 62/2017 fissa in modo puntuale i passaggi volti all'applicazione delle nuove norme. In particolare, si segnala:

1) il decreto ministeriale che definisce, nell'ambito delle materie caratterizzanti, la disciplina o le discipline oggetto della seconda prova e le modalità organizzative relative allo svolgimento del colloquio. Tale decreto deve essere emanato entro il mese di gennaio, come previsto dall'art. 17, comma 7;

2) l'ordinanza ministeriale che fissa le modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato e degli esami preliminare, ai sensi dell'art. 12, comma 4. L'ordinanza sarà emanata entro il mese di febbraio, al fine di facilitare il lavoro delle scuole e delle commissioni;

3) il decreto ministeriale che adotta, ai sensi dell'art. 21, i modelli del diploma finale e del curriculum dello studente. Tale decreto sarà emanato entro il mese di marzo.

Inoltre, specifiche indicazioni verranno fornite entro il mese di gennaio alle commissioni d'esame operanti negli istituti presso i quali sono attivi percorsi di istruzione professionale, tenuto conto che la seconda prova avrà carattere pratico e che parte di essa dovrà essere predisposta dalla stessa commissione, in coerenza con la specificità del PTOF, come previsto dall'art.17, comma 8.

Le misure di accompagnamento

Come già avvenuto nello scorso anno scolastico per il rinnovato esame di Stato conclusivo del primo ciclo, anche per la nuova "Maturità" le scuole e gli studenti saranno accompagnati lungo tutto il percorso, grazie al coinvolgimento e al contributo dell'Amministrazione centrale, degli Uffici scolastici regionali e delle scuole polo regionali, già individuate.

Infatti si prevede lo svolgimento, a partire dal mese di novembre, subito dopo la pubblicazione dei quadri di riferimento e delle griglie di valutazione, di:

- incontri territoriali di informazione/formazione rivolti ai dirigenti scolastici e ai loro collaboratori, accompagnati dalla distribuzione di materiale di supporto, anche in forma multimediale;

- percorsi formativi di supporto/accompagnamento rivolti ai docenti;

- specifiche attività di formazione per i presidenti di commissione d'esame.

Si confida nella più ampia diffusione della presente nota.

 

Allegato 1 - Documento di lavoro per la preparazione delle tracce della prima prova scritta dell'Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione (elaborato dal gruppo di lavoro nominato con DM n. 499/2017)

Obiettivi della prova

Gli obiettivi dell'italiano nel quinto anno riflettono una duplice esigenza, espressa sia dalle Linee guida per l'istruzione tecnica e professionale sia dalle Indicazioni nazionali per i licei. Per la lingua, si tratta di "padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti" (questa la formulazione, facilmente generalizzabile così come quella che segue, relativa all'istruzione tecnico-professionale); per la letteratura, di raggiungere un'adeguata competenza sulla "evoluzione della civiltà artistica e letteraria italiana dall'Unità ad oggi". Quanto alla lingua occorrerà distinguere tra le competenze di base, da presupporre per qualsiasi tipo di prova e per qualsiasi tipo di indirizzo, e quelle specifiche. Tra le prime figurano la classica padronanza grammaticale, la capacità di costruire un testo coerente e coeso, una sufficiente capacità nell'uso dell'interpunzione e un dominio lessicale adeguato per uno studente al termine del suo percorso di studi (da saggiare anche attraverso la competenza passiva, a partire da un testo dato). Tra le seconde, più che l'astratta classificazione della tipologia testuale, con la distinzione tra testi espositivi, argomentativi ecc. (che può valere solo in linea di massima, dal momento che i testi reali presentano abitualmente caratteri in certa misura "misti"), occorre tener conto di caratteristiche inerenti all'argomento trattato ed al taglio del discorso con cui esso viene presentato. Per esempio, in un editoriale che sostenga una certa tesi, sfaccettandone le varie implicazioni, è fondamentale la capacità di articolazione sintattico-testuale, anche attraverso l'uso di strutture correlative (dal classico da un lato ... dall'altro, sia ... sia ecc. a moduli più complessi come "se va riconosciuto che... è d'altra parte innegabile il fatto che..."). Nell'analisi di un testo letterario, invece, sono in primo piano la comprensione degli snodi testuali e dei significati e la capacità di interpretare e far "parlare il testo" oltre il suo significato letterale; il testo andrà messo in relazione con l'esperienza formativa e personale dello studente e collocato in un orizzonte storico e culturale più ampio; nell'analisi e nel commento si dovrà utilizzare un lessico insieme puntuale ed efficace, che vada oltre quello abitualmente adoperato in un discorso orale.

In tale quadro si ritiene utile fornire alcune indicazioni per la formulazione delle tracce e per la loro successiva valutazione. Qui di seguito elenchiamo delle indicazioni generali, valide trasversalmente. Nelle singole tipologie di prova saranno aggiunte indicazioni specifiche.

Indicazioni generali per la formulazione delle tracce

1. La consegna deve essere chiara, articolata, puntuale;

2. la definizione della forma del testo che si chiede di creare deve essere precisa e comprensibile per lo studente;

3. il tema che si intende far sviluppare deve essere ben focalizzato e accompagnato da alcune essenziali raccomandazioni circa il suo sviluppo;

4. è importante esplicitare nella consegna le caratteristiche del testo che si vuole sia prodotto, la sua eventuale scansione interna, il riferimento a documenti d'appoggio, se presenti.

Tipologie di prove e numero di tracce

Sono previste tre tipologie di prova. Due di queste, la A (Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano) e la B (Analisi e produzione di un testo argomentativo) sono di tipo strutturato, cioè si compongono di una prima parte di analisi e comprensione (anche interpretativa) del testo e una seconda parte di produzione libera (riflessione e commento) a partire dalle tematiche sollevate nel testo proposto. Con riferimento agli ambiti artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale di cui all'art. 17 del d.lgs. 62/17 e per dar modo ai candidati di esprimersi su un ventaglio sufficientemente ampio di argomenti saranno fornite sette tracce: due per la tipologia A, tre per la tipologia B e due per la C (Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità).

Tipologia A. Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano, compreso nel periodo che va dall'Unità ad oggi. Saranno fornite due tracce che possano coprire ad esempio due ambiti cronologici o due generi o forme testuali. Non è necessario che il testo rientri nelle letture effettivamente svolte nelle ore scolastiche: lo scopo della prova è infatti quello di verificare la capacità di interagire con un testo letterario inserendolo nel proprio orizzonte formativo ed esistenziale e, eventualmente, di saper inquadrare il testo in un panorama discorsivo più ampio, attraverso il confronto con altri testi e autori. Nella prima parte del compito (analisi e comprensione) lo studente darà prova di aver compreso un testo specifico e ricco di implicazioni come quello letterario. In questa prospettiva andrà ridimensionato il peso di domande troppo rigide (quesiti metrici e retorici, ad esempio), mentre saranno sempre utili le domande di verifica dell'effettiva comprensione del significato di singoli passaggi o snodi testuali, anche attraverso esercizi di riscrittura del testo come parafrasi e riassunto. Il successivo commento sarà svolto in forma discorsiva. Lo studente formulerà delle ipotesi interpretative utilizzando anche le conoscenze acquisite nel suo percorso formativo e la sua esperienza di lettore e, pur concentrandosi sul testo proposto, dovrà dimostrare di saperlo collocare in un orizzonte complessivo di senso (nel suo tempo, nel suo genere ecc.). Il discorso dovrà essere sviluppato secondo una progressione tematica efficace e coerente, che consentirà di evitare il rischio di uno svolgimento poco organizzato.

Indicazioni specifiche per la formulazione delle consegne:

1. Indicare l'operazione di riscrittura (parafrasi, sintesi o altro) che eventualmente si richiede;

2. dare eventualmente indicazioni di massima circa la lunghezza del commento da produrre;

3. specificare su quali aspetti sarà opportuno soffermarsi nel commento;

4. nella consegna è possibile fornire delle sintetiche informazioni sul testo e sull'autore.

Tipologia B. Analisi e produzione di un testo argomentativo. In questo tipo di prova è in gioco, in primo luogo, la capacità di riconoscere gli snodi argomentativi di un testo ben formato di tipo saggistico o giornalistico (editoriali, specie se dovuti alla penna di intellettuali o esperti di fama) (1). La traccia proporrà un singolo testo compiuto - ma può trattarsi anche di un estratto sufficientemente rappresentativo ricavato da una trattazione più ampia - chiedendone in primo luogo un'interpretazione/comprensione sia di singoli passaggi sia dell'insieme (per esempio, quali sono le sequenze essenziali del discorso? quale la tesi di fondo sostenuta? quali sono le risorse espressive a cui ricorre chi scrive per sostenere la sua opinione?). La prima parte sarà seguita da un commento, nel quale lo studente esporrà le sue riflessioni intorno alla (o alle) tesi di fondo avanzate nel testo d'appoggio, anche sulla base delle conoscenze acquisite nel suo specifico percorso di studio.

Indicazioni specifiche per la formulazione delle consegne:

1. Specificare quali operazioni di analisi e interpretazione del testo si richiedono;

2. indicare l'operazione di riscrittura (sintesi o altro) che eventualmente si richiede

3. dare eventualmente indicazioni di massima circa la lunghezza del commento da produrre;

4. dare indicazioni circa l'articolazione del commento, che può essere più o meno strutturato e vincolato a seconda dell'argomento proposto. Si potranno prevedere diverse articolazioni come ad esempio la proposizione iniziale della tesi o sviluppo con esposizione finale della stessa. Si potranno fornire indicazioni sull'ordine nell'esposizione di argomenti e controargomenti a sostegno o a confutazione delle tesi sostenute nel testo d'appoggio.

Nell'ambito della terna di tracce previste per tale tipologia potranno essere proposte differenti articolazioni: tracce più vincolanti circa la forma del commento argomentativo, in cui si richiederà ad esempio di utilizzare mosse argomentative specifiche; tracce meno vincolanti sempre riguardo la forma del commento argomentativo, in cui si richiederà ad esempio di esporre tesi e argomentazioni specifiche senza ricorrere necessariamente a strategie discorsive proprie dell'argomentazione.

Tipologia C. Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. La traccia proporrà problematiche vicine all'orizzonte esperienziale delle studentesse e degli studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione. Rispetto al tradizionale tema in questa prova, che è quella che più gli si avvicina, si potrà richiedere al candidato di inserire un titolo coerente allo svolgimento e di organizzare il commento attraverso una scansione interna, con paragrafi muniti di un titolo. Sarà opportuno che nella consegna siano contenute indicazioni il più possibile circostanziate sulle piste da seguire nello svolgimento.

Criteri per la valutazione delle prove

«La prima prova, in forma scritta, accerta la padronanza della lingua italiana [...] nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato» e richiede la «Verifica di competenze diverse, in particolare della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che della riflessione critica da parte del candidato» (d.lgs. n. 62/2017 art. 17).

Questa prova presuppone due attività: la capacità di comprendere i testi proposti, a partire dalla consegna richiesta e dalle eventuali note informative, e la produzione di un elaborato scritto. La valutazione dovrebbe tener conto, anzitutto, della comprensione della consegna e dei testi proposti. Quanto alla produzione dell'elaborato scritto, saranno oggetto di valutazione gli aspetti formali ed espressivi e la capacità di sviluppare un discorso critico. I primi si riferiscono in particolar modo all'organizzazione testuale (quindi alla coerenza e coesione, all'articolazione e alla pianificazione degli argomenti), alla correttezza ortografica, morfosintattica e al corretto uso della punteggiatura, oltre che alla ricchezza e padronanza lessicale. Per quanto riguarda il contenuto vanno considerate la componente ideativa e interpretativa, l'utilizzo di conoscenze relative all'argomento affrontato, la pertinenza delle argomentazioni e la capacità di esprimere e motivare giudizi critici e valutazioni personali.

Scritture da testi, scritture svincolate da testi

Nel caso di un elaborato vincolato a un testo, la valutazione è generalmente relativa alla comprensione (anche attraverso attività di sintesi) e all'analisi del testo stesso e successivamente alla corretta e coerente scrittura di un commento. Nel caso di un elaborato svincolato da un testo la valutazione è generalmente relativa alla produzione autonoma che presuppone la selezione delle argomentazioni da trattare e la loro organizzazione e pianificazione complessiva.

L'importanza del contenuto

Nel caso di un elaborato vincolato a un testo la valutazione del contenuto riguarda principalmente la pertinenza dell'analisi e del commento con il testo di partenza, la selezione e la gerarchizzazione degli argomenti, la presenza nel commento di elementi che attestino le conoscenze del candidato e un certo grado di rielaborazione critica personale. Nel caso di un elaborato svincolato da un testo la valutazione del contenuto riguarda principalmente l'aderenza alla tematica proposta nella traccia, i riferimenti culturali e l'adeguata strutturazione degli argomenti (temi, sottotemi e loro pianificazione).

È possibile misurare la padronanza linguistica attraverso alcuni indicatori di competenza. La descrizione degli indicatori di competenza (linguistici e non) si rivolge a tutte le tipologie di prova (2) e si articola come segue:

Indicazioni generali per la valutazione degli elaborati

- rispetto dei vincoli posti nella consegna

- ideazione, la pianificazione e organizzazione del testo

- coesione e coerenza testuali

- uso corretto ed efficace della punteggiatura

- ricchezza e padronanza lessicale

- correttezza grammaticale (ortografia, morfologia, sintassi)

- ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali

- espressione di giudizi critici e valutazioni personali

Indicatori specifici per le singole tipologie di prova

Tipologia A

La prova prevede che lo studente elabori un testo che contenga la comprensione, l'analisi e il commento di un testo letterario italiano, compreso nel periodo che va dall'Unità ad oggi. La valutazione deve tener conto degli elementi generali descritti in precedenza oltre che di quelli specifici di seguito indicati:

Elementi da valutare nello specifico

• rispetto dei vincoli posti nella consegna (ad esempio, indicazioni di massima circa la lunghezza del testo - se presenti - o indicazioni circa la forma parafrasata o sintetica della rielaborazione)

• capacità di comprendere il testo nel suo senso complessivo e nei suoi snodi tematici e stilistici

• puntualità nell'analisi lessicale, sintattica, stilistica e retorica (se richiesta)

• interpretazione corretta e articolata del testo

Tipologia B

La tipologia B prevede che lo studente comprenda e produca un testo argomentativo a partire da un testo dato. Lo studente in primo luogo deve mostrare le seguenti capacità: di comprensione del testo dato; di riconoscimento degli snodi e delle mosse argomentative presenti; di individuazione della tesi sostenuta e degli argomenti a favore o contrari; di riconoscimento della struttura del testo. Deve successivamente produrre un testo di tipo argomentativo. La valutazione deve tener conto degli elementi generali descritti in precedenza oltre che di quelli specifici di seguito indicati:

Elementi da valutare nello specifico

• individuazione corretta di tesi e argomentazioni presenti nel testo proposto

• capacità di sostenere con coerenza un percorso ragionativo adoperando connettivi pertinenti

• correttezza e congruenza dei riferimenti culturali utilizzati per sostenere l'argomentazione

Tipologia C

Lo studente deve essere in grado di affrontare con sicurezza un tema dato, di svilupparlo gradualmente mettendo in campo conoscenze acquisite nel corso di studi seguito o giudizi e idee personali. Allo studente si chiede di organizzare le proprie conoscenze e di esporle con proprietà e chiarezza. La valutazione deve tener conto degli elementi generali descritti in precedenza oltre che di quelli specifici di seguito indicati:

Elementi da valutare nello specifico

• pertinenza del testo rispetto alla traccia e coerenza nella formulazione del titolo e dell'eventuale paragrafazione

• sviluppo ordinato e lineare dell'esposizione

• correttezza e articolazione delle conoscenze e dei riferimenti culturali

• capacità di espressione di giudizi critici e valutazioni personali

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(1) Il tradizionale "saggio breve", per quanto concepito con la lodevole intenzione di svecchiare l'apparato delle prove di maturità, andava incontro a due obiezioni: in primo luogo l'indicazione di citazioni disparate, talvolta numerose, induceva nello studente lo stimolo a redigere un centone, dal quale non si poteva evincere in nessun modo la sua capacità di sviluppare un discorso autonomo e ben strutturato; in secondo luogo l'argomento proposto avrebbe richiesto una preparazione specifica o almeno una documentazione, senza le quali era inevitabile cadere nell'impressionismo di giudizio.

(2) Per la descrizione degli indicatori di competenze specifiche relative alla tipologia delle prove si rimanda alla sezione successiva.

Allegato 2 - Indicazioni metodologiche e operative per la definizione dei "Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove" e delle "Griglie di valutazione per l'attribuzione dei punteggi" per gli Esami di Stato del II ciclo

Premessa

Il presente documento, curato dalla Cabina di regia per l'elaborazione dei quadri di riferimento, fornisce indicazioni metodologiche e operative ai referenti e ai gruppi di lavoro incaricati della definizione dei "Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove" e delle "Griglie di valutazione per l'attribuzione dei punteggi" per gli Esami di Stato del secondo ciclo di cui all'art. 17 commi 5 e 6 del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62.

Percorsi di studio per i quali si procederà alla redazione dei Quadri di riferimento

I Quadri di riferimento verranno elaborati per i seguenti percorsi di studio:

Licei: tutti i percorsi, gli indirizzi, le opzioni, le sezioni (ad eccezione della sezione a indirizzo sportivo, che rientra in quadro comune con il Liceo scientifico)

Istituti tecnici: tutti gli indirizzi, le articolazioni, le opzioni del settore economico e del settore tecnologico

Istituti professionali: tutti gli indirizzi, le articolazioni, le opzioni del settore servizi e del settore industria e artigianato; per i codici d'esame di Stato che comportano prove specifiche e differenziate, si provvederà a inserire, nel Quadro relativo all'articolazione o all'opzione di riferimento, una tabella relativa alla/e disciplina/e oggetto d'esame (esempio: nel Quadro di riferimento dell'istituto professionale Settore Industria e artigianato - Indirizzo Produzioni industriali e artigianali - Articolazione industria verranno inserite anche tabelle relative alle discipline oggetto di seconda prova del codice d'esame IPIG - Industria grafica, del codice d'esame IPIA - Arredi e forniture per interni ecc.).

Modalità operative

"La seconda prova è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale della studentessa o dello studente dello specifico indirizzo, nel rispetto delle Indicazioni nazionali per i licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e per gli istituti professionali" (d.lgs 13 aprile 2017 , n. 62, articolo 17 comma 4)".

Le Indicazioni nazionali e le Linee guida, in relazione a ciascun percorso di studio, precisano le competenze attese in esito al percorso stesso e quindi sottese alla prove d'esame, declinate per i licei in obiettivi specifici di apprendimento e per gli istituti tecnici e professionali in risultati di apprendimento (ulteriormente declinati in conoscenze e abilità).

"Con decreto del Ministro dell'Istruzione, Università e ricerca sono definiti, nel rispetto delle Indicazioni nazionali e Linee guida, i quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove di cui ai commi 3 e 4 (Prima e seconda prova scritta), in modo da privilegiare, per ciascuna disciplina, i nuclei tematici fondamentali

Al fine di uniformare i criteri di valutazione delle commissioni d'esame, con il decreto di cui al comma 5, sono definite le griglie di valutazione per l'attribuzione dei punteggi (della prima e seconda prova scritta). Le griglie di valutazione consentono di rilevare le conoscenze e le abilità acquisite dai candidati e le competenze nell'impiego dei contenuti disciplinari (D. Lgs 13 aprile 2017 n.62, commi 5 e 6)"

Entro tale cornice normativa, i Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove forniscono indicazioni relative:

- alla struttura della prova d'esame

- ai nuclei tematici fondamentali e agli obiettivi della prova, in riferimento a ciascuna disciplina che può essere oggetto della seconda prova

- alla valutazione delle prove.

Tali indicazioni sono indirizzate agli esperti che predispongono le prove, ai docenti e agli studenti di tutti i corsi di studio, alle commissioni dell'esame di Stato.

I Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove dovranno essere conformi al modello di cui all'Allegato A alla presente nota, e saranno composti dalle seguenti sezioni:

a) Denominazione del percorso di studio (precisare codice di riferimento)

b) Preambolo, denominato "Caratteristiche della prova d'esame", contenente la descrizione delle caratteristiche strutturali della prova d'esame, a cura dei Gruppi di lavoro.

c) Una o più tabelle, rubricate sotto la denominazione: "Disciplina/e caratterizzante/i l'indirizzo oggetto della seconda prova scritta", contenenti la definizione, per ciascuna disciplina, dei nuclei tematici fondamentali e degli obiettivi della prova.

Per "nucleo tematico fondamentale" si intende un nodo concettuale essenziale ed irrinunciabile della disciplina.

Per "obiettivo della prova" si intende l'indicazione delle operazioni cognitive e delle procedure operative necessarie per svolgere la prova stessa, ovvero, in altre parole, la descrizione di cosa il candidato dovrà dimostrare nello svolgimento della prova, in relazione ai nuclei tematici fondamentali sopra individuati.

Nell'eventualità in cui all'indirizzo, articolazione o opzione afferiscano anche altri codici d'esame di Stato che comportano prove specifiche e differenziate, dopo le tabelle riferite all'indirizzo, articolazione o opzione di riferimento si inseriranno l'indicazione del codice d'esame con la denominazione del percorso e la/le tabella/e relative alle discipline specifiche per quel codice.

d) Griglia di valutazione per l'attribuzione dei punteggi, contenente un set di indicatori legati agli obiettivi della prova con una distribuzione del punteggio per fasce tra i vari indicatori, che le Commissioni d'esame utilizzeranno per la costruzione di uno strumento di valutazione tarato sulla specifica prova.

Indicazioni metodologiche

"Una o più discipline"

La possibilità, contenuta nel d.lgs 62/2017, di prevedere una seconda prova che comprenda una o più discipline impone una riflessione di carattere generale sull'impostazione che potrà essere data a tale prova, fermo restando che sarà un apposito decreto ministeriale ad individuare la o le discipline oggetto della prova, per ciascun indirizzo e per ciascun anno scolastico.

Infatti, il perseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni Nazionali e dei risultati di apprendimento delle Linee Guida non richiede un approccio di tipo additivo, tra discipline che non interagiscono fra loro sul piano metodologico e, al più, si limitano a sviluppare argomenti in comune, mantenendo, quindi, inalterata la propria specifica metodologia didattica ed il proprio assetto programmatico.

È invece necessario muoversi in una dimensione più ampia, che implica un'interazione nei percorsi di apprendimento, guidata da docenti che sviluppano una concertazione a livello di impostazione programmatoria e che impostano il loro itinerario curriculare facendo leva, appunto, sui "nodi tematici pluridisciplinari".

Quindi, nel caso in cui il Ministro stabilisca nell'apposito DM di coinvolgere più discipline, i quadri di riferimento non porteranno alla predisposizione di tracce nelle quali vengono messi insieme e sommati quesiti o tematiche di più discipline (approccio che risulterebbe peraltro penalizzante per i candidati); le tracce dovranno invece proporre situazioni problematiche dalla risoluzione delle quali la Commissione potrà evincere il livello di raggiungimento degli obiettivi di apprendimento di ciascun indirizzo.

"Le griglie di valutazione"

La scelta contenuta nel d.lgs62/2017 di introdurre, in uno con i quadri di riferimento, griglie di valutazione da utilizzare nei lavori delle Commissioni, risponde all'esigenza di fornire elementi di omogeneità e di equità: le esperienze svolte in questi anni con le griglie di Matematica sono state generalmente positive e bene accolte.

Bisogna però tenere conto del fatto che costruire griglie di valutazione non è operazione semplice, anche perché la diversità dei contenuti delle tracce rende difficile la definizione di descrittori definiti "a priori".

In linea di massima, per griglia di valutazione si può intendere un insieme di informazioni codificate che descrivono le prestazioni di uno studente/candidato in relazione a degli stimoli/consegne/obiettivi: sono composte da indicatori (parametri, elementi di valutazione) che a loro volte vengono declinati in descrittori delle prestazioni che identificano i livelli ai quali si assegna un risultato in termini numerici.

Nei modelli usati più comunemente (griglia a punteggio ad intervallo o con punteggio massimo), a ciascun indicatore viene assegnano un intervallo di variazione o un massimo di punteggio.

È questo il modello che più si presta ad essere associato ai quadri di riferimento; verranno perciò individuati, per ogni disciplina, gli indicatori oggetto di osservazione/valutazione e i massimi punteggi associati a ciascuno di essi, lasciando alle Commissioni il compito di definire i descrittori di livello.

Quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della seconda prova scritta dell'esame di Stato

Inserire la denominazione del percorso di studio
(si provvederà a elaborare un quadro per ogni indirizzo, per ogni articolazione, per ogni opzione, con riferimento allo specifico codice)

Caratteristiche della prova d'esame

Disciplina/e caratterizzante/i l'indirizzo oggetto della seconda prova scritta:

Inserire una tabella per ciascuna disciplina che può essere oggetto della prova d'esame

Inserire la denominazione della disciplina
Nuclei tematici fondamentali

Obiettivi della prova

Eventualmente, nel caso in cui l'indirizzo, l'articolazione o l'opzione preveda codici d'esame di Stato che comportano prove specifiche e differenziate, inserire l'indicazione del codice d'esame con la denominazione del percorso e la/le tabelle relative alle discipline specifiche per quel codice.

Griglia di valutazione per l'attribuzione dei punteggi

Indicatore (correlato agli obiettivi della prova) Punteggio max per ogni indicatore (totale 20)








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