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Documento MIUR 20.12.2018, prot. n. 55 Legislazione e dottrina    

Documento MIUR 20.12.2018, prot. n. 55

Atto di indirizzo concernente l'individuazione delle priorità politiche del Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca per l'anno 2019.

Il presente Atto di indirizzo individua le priorità politiche per l'Amministrazione per l'anno 2019.

Priorità politica 1 - Edilizia scolastica

Intervenire sulle strutture scolastiche e sulle infrastrutture tecnologiche e di laboratorio, facendo ricorso a tutte le forme di finanziamento, nazionali e comunitarie, per mettere in sicurezza gli istituti scolastici, con un piano pluriennale di investimenti. Gli interventi dovranno riguardare anche l'ammodernamento e la ristrutturazione - con particolare attenzione all'accessibilità - degli istituti scolastici.

Prosecuzione delle attività di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico pubblico e interventi per potenziare e supportare la capacità di progettazione degli enti locali per garantire la sicurezza delle strutture, l'adeguamento e il miglioramento sismico delle stesse e per assicurare la sostenibilità degli interventi, l'agibilità e la funzionalità degli ambienti di apprendimento.

Adozione di ulteriori misure per la semplificazione delle procedure e per la verifica della sicurezza degli edifici scolastici, quali: a) le verifiche di vulnerabilità sismica; b) la realizzazione di una mappatura satellitare degli edifici scolastici, in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, per poter verificare eventuali spostamenti degli stessi al fine di avviare tempestivamente i controlli; c) l'implementazione dell'Anagrafe dell'edilizia scolastica, caratterizzata da informazioni più complete e da una migliore qualità dei dati.

Programmazione e attuazione di un piano triennale di interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici e delle palestre e delle strutture scolastiche sportive, per un sostanziale incremento della sicurezza nelle scuole, per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio destinato all'istruzione e per la realizzazione di un'edilizia scolastica innovativa.

Priorità politica 2 - Inclusione scolastica e contrasto alla dispersione scolastica

Ridurre la dispersione scolastica che in alcune regioni raggiunge percentuali ancora troppo elevate e favorire l'inclusione anche attraverso l'abbattimento delle barriere, di qualunque natura, affinché tutti gli studenti, specialmente quelli diversamente abili o con bisogni educativi speciali, possano conquistare la loro libertà, di cittadini e di lavoratori, per vivere i propri impegni personali e sociali.

Modificare il decreto legislativo n. 66/2017 al fine di promuovere la più ampia partecipazione della famiglia, nonché delle associazioni di riferimento, quali interlocutori privilegiati dei processi di inclusione sia scolastica che sociale.

Contrastare la dispersione scolastica, anche mediante l'incremento delle opportunità formative sul territorio, nonché attraverso l'arricchimento dell'offerta formativa e il potenzia mento del tempo-scuola.

Integrare l'attuale normativa prestando maggiore attenzione alle esigenze della fascia 0-3 e favorendo il precoce ingresso nel sistema di istruzione, misura capace di accrescere il successo formativo di ciascuno nel corso della vita.

Assicurare agli studenti con una disabilità una maggiore continuità didattica, anche quando il loro docente di sostegno non è di ruolo.

Definire con il Ministero della Salute le linee guida per la certificazione delle disabilità, al fine di rispondere meglio alle esigenze degli studenti e realizzare un nuovo processo di certificazione e di definizione del progetto individuale e del piano educativo individualizzato e per assicurare la necessaria partecipazione delle famiglie.

Priorità politica 3 - Ampliamento dei percorsi formativi ITS e ridefinizione dell'alternanza scuola-lavoro

Tenere conto del ruolo strategico che l'apprendimento orientato al lavoro ha assunto nelle Raccomandazioni europee in materia di istruzione e formazione, nell'ambito degli obiettivi di Europa 2020, anche al fine di un incremento dell'occupabilità dei giovani mediante più alti standard di formazione.

Gli ITS si pongono come naturale raccordo tra il mondo della formazione e del lavoro in quanto creano figure professionali qualificate dotate di profili di alta specializzazione tecnica e di immediata spendibilità nel mercato del lavoro. Pertanto, si individuano le seguenti azioni:

- diffondere maggiormente la conoscenza dei percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori (ITS), anche attraverso azioni mirate di orientamento rivolte agli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado;

- favorire l'aumento del numero di iscritti ai percorsi ITS esistenti e la sinergia con le Regioni nella programmazione dell'offerta formativa;

- introdurre metodologie e percorsi innovativi che indirizzino la formazione degli studenti verso la creazione di competenze che abilitano alle tecnologie di industria 4.0.

Ridefinizione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, al fine di renderli il più possibile orientativi e di qualità, rispondenti a standard di sicurezza elevati e coerenti con il percorso di apprendimento dello studente interessato, anche relativamente al territorio di riferimento.

Priorità politica 4 - Revisione e miglioramento del sistema di reclutamento e formazione del personale della scuola di ogni ordine e grado

Formazione permanente dei docenti, il cui aggiornamento continuo e valorizzazione professionale diviene pilastro fondante su cui costruire un sistema educativo moderno, al passo coi tempi e aperto alle sfide globali.

Revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire, da un lato, il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto a fenomeni di precariato e, dall'altro, un efficace sistema di formazione. Occorrerà, quindi, riflettere su nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio, affrontando all'origine il problema dei trasferimenti, che non consentono un'adeguata continuità didattica a detrimento della formazione degli studenti.

Reclutamento dei Direttori dei servizi Generali ed Amministrativi (DSGA), prezioso ausilio al lavoro dei dirigenti scolastici, e formazione in servizio del personale amministrativo, che deve poter gestire la complessa progettazione delle scuole anche in tema di PON, privacy e monitoraggi.

Valorizzazione del ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), che rappresenta una parte importante del sistema scolastico, complementare al corpo docente e alla dirigenza scolastica.

Studio di misure per la stabilizzazione dei collaboratori scolastici, funzionale all'internalizzazione di alcuni servizi.

Redazione di un Testo Unico, che sistematizzi in maniera organica le molte norme che riguardano la scuola e, soprattutto, che consenta un'opera di semplificazione legislativa complessiva.

Riduzione e semplificazione degli oneri informativi delle scuole e coordinata pianificazione delle scadenze istituzionali mediante il coordinamento delle richieste alle scuole di acquisizione dei dati informativi da parte delle Direzioni generali dell'Amministrazione centrale e periferica e la definizione di un catalogo delle rilevazioni fondamentali e delle scadenze istituzionali propedeutiche alle operazioni di avvio dell'anno scolastico.

Ampliamento dell'offerta formativa mediante misure finalizzate ad assicurare il reclutamento dei docenti con titoli idonei all'insegnamento della lingua inglese, della musica e dell'educazione motoria nella scuola primaria anche utilizzando, nell'ambito delle risorse di organico disponibili, docenti abilitati all'insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate.

Revisione del modello del corso concorso per il reclutamento, scorporando il corso di formazione, assumendo in servizio i vincitori di concorso alla fine delle prove orali (previa pubblicazione delle graduatorie di merito) e attivando un corso di formazione in servizio, al fine di coprire i posti vacanti e disponibili a partire da settembre 2019.

Priorità politica 5 - Attività sportive scolastiche

Promozione nelle scuole di una sana e corretta educazione motoria, anche dal primo ciclo di istruzione, educando gli studenti a corretti stili di vita e operando affinché gli studenti impegnati in attività agonistiche, i c.d. studenti-atleti, possano contemperare l'esigenza di svolgere attività sportiva con il proseguimento e completamento del percorso scolastico secondario.

Revisione della disciplina relativa all'organizzazione delle attività sportive scolastiche.

Priorità politica 6 - Politiche per garantire ed accrescere il diritto allo studio

Consentire ad un numero sempre maggiore di studenti di accedere alla formazione universitaria e all'alta formazione artistica musicale e coreutica, ampliando la platea di studenti beneficiari dell'esenzione totale del pagamento delle tasse di iscrizione, rendendo più agevole l'accesso alla "No-Tax area", verificando la possibilità di stabilizzare il Fondo integrativo statale per la concessione da parte delle Regioni di borse di studio per gli studenti meritevoli, ma privi di mezzi, nonché semplificando le procedure amministrative necessarie all'erogazione delle stesse.

Revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato, attraverso l'adozione di un modello che assicuri procedure idonee a orientare gli studenti verso le loro effettive attitudini.

Priorità politica 7 - Valorizzazione della formazione superiore e della ricerca, con particolare riferimento al capitale umano

Realizzare un maggiore coinvolgimento del sistema universitario e del mondo della ricerca nello sviluppo culturale, scientifico, tecnologico ed industriale nazionale, contribuendo ad indicare gli obiettivi da raggiungere e interagendo maggiormente con il sistema Paese, anche attraverso la creazione di figure professionali adeguate ed esperte in materia di trasferimento tecnologico.

Favorire l'autonomia delle università virtuose. Aumentare le possibilità di reclutamento per quelle università che siano in regola con i parametri di efficienza finanziaria.

Procedere al miglioramento del sistema di reclutamento in termini meritocratici, di trasparenza e corrispondente alle reali esigenze scientifico-didattiche degli atenei e, al contempo, garantire l'effettivo accesso alla docenza.

Incremento delle risorse destinate alle università e agli enti di ricerca, agendo sia sui rispettivi fondi di finanziamento, sia sulla ridefinizione dei criteri di finanziamento, nonché studio dell'elaborazione di un piano strategico pluriennale per l'università e per la ricerca che affronti in maniera unitaria le diverse problematiche che caratterizzano il settore dell'alta formazione e della ricerca.

Sostegno alla crescita professionale dei ricercatori, incentivando sia il sistema di reclutamento (con un piano straordinario di assunzioni) sia le progressioni di carriera degli accademici e dei ricercatori degli enti di ricerca.

Impegno a creare le condizioni affinché i giovani talenti possano rientrare in Italia e disporre di infrastrutture fisiche e tecnologiche adeguate e finanziate in maniera costante, nelle quali poter continuare a sviluppare l'attività scientifica. Le risorse potranno derivare dalla collaborazione diffusa tra enti e mondo delle imprese, anche incentivando l'utilizzo dello strumento del partenariato pubblico-privato e dei finanziamenti europei.

Rafforzamento delle attività di ricerca come leva per rilanciare l'economia attraverso un rafforzamento degli investimenti pubblici e, al contempo, l'incentivazione della partecipazione delle PMI anche attraverso un'azione di stimolo del tessuto imprenditoriale.

Completamento del processo di riforma del sistema di reclutamento nel settore dell'alta formazione artistica e musicale (AFAM) e valutazione di un possibile piano di riassetto complessivo del sistema e di riordino dell'offerta formativa, definendo i criteri per l'attivazione dei corsi di specializzazione e di formazione.

Proseguire le azioni di incentivazione dei dottorati industriali ed innovativi già in essere, anche utilizzando fondi di coesione dell'Unione Europea. In linea con tale azione, verrà posta particolare attenzione al trasferimento tecnologico, sviluppando maggiormente l'esistente collaborazione tra il settore universitario e quello della ricerca sia pubblica sia privata, anche al fine di un aggiornamento della Smart Specialization Strategy, nonché per favorire la partecipazione universitaria ai cluster tecnologici e industriali, considerati prioritari per la competitività del Paese.

Avviare un programma di reclutamento per i ricercatori di fascia B, che svolgono compiti di docenza e ricerca, di tutoraggio e produzione scientifica, assicurando in questo modo agli studenti una formazione di alto livello e un'importante attività scientifica.

Investire nelle università attraverso la ricerca di fondi dedicati, il coordinamento e il raccordo tra gli enti e i centri di ricerca, l'incentivazione dello strumento delle Partnership Pubblico-Private (PPP). I luoghi del sapere, università e centri di ricerca in primis, oltre a garantire la fondamentale ricerca di base, dovranno altresì contribuire a rendere il sistema produttivo italiano maggiormente competitivo e propenso alla valorizzazione delle attività ad alto valore tecnologico.

Completare il processo di riordino dell'offerta formativa procedendo all'elaborazione dei criteri per l'attivazione dei corsi di specializzazione e di formazione alla ricerca. Nell'ottica di un orientamento permanente e teso allo sviluppo dei talenti, è fondamentale creare il curricolo verticale anche in campo artistico, musicale e coreutico. Sviluppare percorsi di scuola secondaria di primo grado ad indirizzo coreutico, potenziare quelli ad indirizzo musicale, incentivare l'utilizzo di linguaggi artistico - espressivi saranno gli obiettivi di un processo di verticalizzazione delle scuole a partire dal basso, dalle scuole di primo ciclo, fino ad arrivare al mondo universitario e lavorativo.

Incentivare l'offerta formativa an fine e telematica delle università statali attraverso finanziamenti finalizzati, nonché incidere sulla regolamentazione dell'offerta formativa delle università telematiche non statali.

Avviare un processo di riflessione complessiva dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), con particolare riguardo alla valutazione dei risultati del sistema universitario e della ricerca.

Priorità politica 8 - Internazionalizzazione della formazione superiore e della ricerca

Introduzione di misure finalizzate al miglioramento dell'internazionalizzazione della formazione superiore, intesa sia in termini di attrattività scientifico accademica, sia in termini di rapporti bilaterali.

Ottenere il maggior numero di finanziamenti dal prossimo programma quadro in materia di ricerca e innovazione denominato Horizon Europe 2021-2027, nonché impiegare i finanziamenti provenienti dalla Banca Europea degli Investimenti, agendo sinergicamente per sfruttare le forme innovative di finanziamento messe a disposizione per l'ambito prioritario Innovation and Skills.

Impegno nella fase di negoziazione del prossimo Programma Quadro 2021-2027 per la ricerca e l'innovazione, Horizon Europe, con l'obiettivo di giungere ad un accordo sui contenuti che possa riconoscere, tra gli obiettivi politici e strategici, anche le principali priorità nazionali.

Attenzione rivolta alle infrastrutture e alle iniziative di ricerca di grande rilievo ed impatto per la società, come l'infrastruttura europea per il calcolo ad alte prestazioni, al fine di valorizzare gli investimenti già effettuati e di accedere agli stanziamenti previsti dalla UE.

Miglioramento della performance italiana nell'ambito del programma ERASMUS sia in termini di azioni di mobilità sia di partecipazione ai progetti speciali trasversali finanziati agli Stati membri, con particolare riferimento all'iniziativa European Universities.

Miglioramento della partecipazione dei ricercatori e dei docenti italiani alla progettualità internazionale, sia in termini di ricerca che di azioni di mobilità.

Priorità politica 9 - Valorizzazione del sistema di valutazione nazionale: studenti, scuole, docenti, dirigenti scolastici

Effettuare, in base agli elementi di conoscenza acquisiti nei primi anni di avvio, una disamina degli esiti della valutazione del sistema educativo di istruzione effettuata ai sensi della direttiva 18 settembre 2014, n. 11, con attenzione particolare alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti, alla valutazione delle istituzioni scolastiche e alla valutazione della dirigenza scolastica.

Definire mediante direttiva nuove priorità strategiche da perseguire nel triennio 2019/2022.

Proporre eventuali regolazioni del Sistema Nazionale di Valutazione.

Priorità politica 10 - Prevenzione della corruzione e trasparenza

Realizzazione di azioni volte a garantire una maggiore compliance alla normativa in materia di anticorruzione e trasparenza attraverso lo sviluppo dei piani e delle misure di prevenzione e repressione della corruzione a tutti i livelli, in linea con il Piano Nazionale Anticorruzione.

Priorità politica 11 - Attuazione delle politiche di coesione e dei programmi comunitari nel settore istruzione

Attuazione delle politiche di Coesione, programmazione dei fondi strutturali Europei e del fondo di sviluppo e coesione nel settore istruzione per la programmazione 2014-2020, nonché dei rapporti con le Agenzie Nazionali designate alle funzioni di supporto gestionale dei Programmi Comunitari in materia scolastica mediante la realizzazione delle azioni previste dal PON "Per la Scuola" 2014-2020 per la riqualificazione dell'edilizia scolastica e il potenziamento delle dotazioni tecnologiche delle scuole, con un'attenzione particolare, poi, alla formazione del personale docente e del personale tecnico e amministrativo per un maggior rafforzamento e qualificazione professionale dello stesso, al potenziamento delle competenze degli studenti, compresi gli adulti, all'inclusione e al contrasto alla dispersione scolastica.

Attuazione dell'integrazione sinergica del PON "Per la Scuola", con gli interventi a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione e sul Fondo di Rotazione, ivi comprese le risorse relative alla premialità (ex D. CIPE 166/2007) conseguita dal MIUR per il raggiungimento degli Obiettivi di Servizio, nonché il Piano operativo complementare "Per la Scuola" (ex D. CIPE n. 21/2018).

 

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