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Circolare MPI 29.07.1996, n. 397

Assunzione obbligatoria e visita sanitaria di controllo delle invalidità nei confronti dei lavoratori assunti nel settore pubblico.

Con l'entrata in vigore dell'art. 24 della legge n. 57/1988, le Amministrazioni hanno l'obbligo di effettuare la visita di controllo nel momento dell'assunzione per tutti gli invalidi riservisti per verificare la permanenza del requisito dell'invalidità.

Tale regola vale anche per le assunzioni nel settore privato.

Gli Uffici del Lavoro non hanno l'obbligo di disporre di propria iniziativa tali accertamenti, ma devono fornire alle Amministrazioni tutti i suggerimenti e la collaborazione che verranno loro richiesti dagli enti pubblici interessati.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica - Ispettorato - con nota n. 4204/3-96 del 7.6.1996, ha fornito risposta ai chiarimenti richiesti da questa Amministrazione con la lettera prot. n. 2484/Div. V del 31.5.1996, inviata per conoscenza anche a codesti Uffici, sulle modalità operative da seguire in occasione dei controlli medico-legali da effettuarsi, ora per allora, nei confronti dei soggetti invalidi civili già assunti nei propri ruoli.

Al riguardo non si può fare a meno di sottolineare la difformità degli orientamenti espressi dalla Commissione Interministeriale di cui al D.P.C.M. 11.10.1995 e del Ministero del Lavoro.

Secondo la prima, infatti, solo per motivi di urgenza è possibile rivolgersi direttamente agli organi sanitari, ferma restando la competenza degli Uffici Periferici del Ministero del Lavoro a disporre la visita medica di controllo degli invalidi civili a suo tempo assunti (vedi circolare n. 132 - prot. n. 1444/Div. V - del 1.4.1996).

Per il secondo, invece, pur essendo insita nei propri compiti "una funzione di regia di procedimento di assunzione", i dipendenti Uffici del Lavoro non hanno il potere di richiedere la visita sopracitata nei confronti del personale già in servizio, potere che può essere esercitato dai singoli enti in sede di autotutela.

Tutto ciò premesso, allo scopo di evitare lungaggini amministrative che incidano negativamente sul buon esi

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