Documento MIUR 08.11.2011, prot. n. 10227
Con il presente atto di indirizzo si dà avvio al processo di pianificazione strategica del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per l'anno 2012.
Le priorità politiche e gli indirizzi indicati nel presente documento di programmazione andranno declinati, in sede di definizione degli obiettivi strategici, per l'allocazione delle risorse finanziarie nello stato di previsione della spesa, per l'aggiornamento del piano triennale della performance e di quello per la trasparenza e la legalità 2012-2014 del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Priorità politiche
Le attuali, difficili condizioni dell'economia richiedono di rafforzare sempre di più l'azione, già avviata, di razionalizzazione della spesa corrente, agendo sui processi di produzione dei servizi per un migliore utilizzo delle risorse disponibili. Tale attività di razionalizzazione ha inoltre lo scopo di ridurre la spesa per gli interventi valutati meno rilevanti ai fini del soddisfacimento dei bisogni della collettività e di migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Nell'attuale contesto economico globale, il continuo miglioramento della qualità dell'istruzione e della formazione dei cittadini complessivamente considerate rappresenta per il Paese una delle priorità imprescindibili per assicurare lo sviluppo e la crescita economica e sociale. La scuola e l'università, quindi, nell'assicurare a tutti i giovani pari opportunità di accesso e nel promuovere processi di mobilità sociale soprattutto nelle aree svantaggiate del Paese, devono essere sempre più orientate alla valorizzazione del merito, quale espressione più alta del principio democratico e, allo stesso tempo, quale presupposto necessario per garantire reali ed effettive possibilità di ingresso in un mercato del lavoro globalizzato fortemente competitivo.
Saranno quindi sviluppate azioni finalizzate a migliorare la qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti, a sostenere l'autonomia delle istituzioni scolastiche e delle università, a orientare i giovani nella prosecuzione degli studi e nell'ingresso nel mondo del lavoro, favorendo la consapevolezza delle loro attitudini e potenzialità, soprattutto attraverso una più efficace interazione e collaborazione con le istituzioni territoriali e il mondo delle professioni e sviluppando la metodologia dell'alternanza scuola-lavoro.
Nel triennio 2012-2014, il Ministero sarà impegnato principalmente a realizzare le sotto indicate priorità:
1. dare piena attuazione della riforma del primo e del secondo ciclo di istruzione, nonché dei percorsi post-secondari con particolare riferimento agli ITS;
2. sviluppare, in coerenza con gli obiettivi della Commissione europea, le azioni di valutazione della performance del sistema scolastico, con particolare riferimento agli apprendimenti e alle competenze degli alunni. Proseguire ed incrementare le sperimentazioni dei sistemi di valutazione delle scuole, dei dirigenti scolastici e dei docenti nell'ambito di una scuola meritocratica;
3. assicurare il mantenimento degli obiettivi di contenimento e razionalizzazione della spesa del sistema scolastico;
4. proseguire e sviluppare le azioni di orientamento scolastico e professionale, di educazione alla cittadinanza e alla legalità, di contrasto alla dispersione scolastica;
5. unificare i sistemi informativi al fine di creare un unico centro di raccolta, analisi e diffusione dei dati e implementazione del Piano scuola digitale;
6. attuare la riforma dell'Università anche al fine di rafforzare il sistema di valutazione dell'offerta formativa e le politiche di valutazione del merito;
7. sostenere e qualificare la ricerca pubblica per l'economia della conoscenza, dell'innovazione e del recupero di competitività del sistema paese e porre in essere una forte iniziativa di contrasto alla crisi economica;
8. razionalizzare e ottimizzare l'offerta formativa delle istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e valorizzare i poli di eccellenza.
Linee di indirizzo per la declinazione degli obiettivi strategici
1. Linee di indirizzo per l'istruzione
Si indicano di seguito le linee di indirizzo da attuare nell'anno 2012, relativamente agli anni scolastici 2011-2012 e 2012-2013
Garantire il turn over del personale della scuola, docente, ATA e dirigente scolastico, nel rispetto degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, al fine di ridurre il precariato e di assicurare l'ottimale funzionamento delle autonomie scolastiche.
Completare il processo di riforma dei cicli dell'istruzione primaria e secondaria di primo e secondo grado, attraverso il costante monitoraggio e, quindi, l'eventuale adeguamento delle norme generali sugli ordinamenti e le indicazioni nazionali sui piani di studio, la revisione delle classi di concorso, la definizione di procedure concorsuali selettive per l'accesso ai ruoli della funzione docente, nonché il supporto all'avvio dei percorsi di formazione iniziale degli aspiranti insegnanti organizzati e gestiti dalle università. In tale ambito si collocano anche il completamento della revisione delle "Indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione", prevista dal D.P.R. n. 89/2009 e la definizione dei modelli nazionali per la certificazione delle competenze al termine della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado, prevista dal D.P.R. n. 122/2009.
La riforma dei percorsi del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione nei licei, negli istituti tecnici, negli istituti professionali e nel sistema regionale di istruzione e formazione professionale, dovrà realizzare un collegamento sempre più forte tra scuola e mondo del lavoro per offrire più opportunità di scelta ai giovani e alle loro famiglie. A tal fine andranno supportate le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado affinché, ai sensi della legge 15 luglio 2011 n. 111, rendano pubblici e disponibili, sui propri siti istituzionali, i curricula dei rispettivi studenti dell'ultimo anno di corso per almeno dodici mesi successivi al conseguimento del titolo di studio e consentano l'interconnessione con la Borsa Continua Nazionale del Lavoro, tramite il portale Cliclavoro. Sarà così possibile avere un quadro completo degli sbocchi occupazionali. L'istruzione tecnica e professionale continuerà a favorire la formazione, ad alto livello, di tecnici e professionisti operanti nel mondo del lavoro. A tal fine sarà favorita l'attività formativa post-secondaria non universitaria che viene svolta dai 59 Istituti Tecnici Superiori costituiti in quasi tutte le regioni italiane. L'istruzione liceale, pur rispettando la tradizione italiana, sarà proiettata verso l'innovazione nei diversi settori della cultura umanistica, scientifica e artistica.
Continuare a favorire il passaggio da un modello di scuola che opera per progetti ad una scuola che introduce l'innovazione nella pratica educativa - sia attraverso l'impiego delle nuove tecnologie, sia con i nuovi insegnamenti trasversali riconducendo le attività aggiuntive nell'ambito dell'attività didattica quotidiana quale vero oggetto delle azioni di miglioramento e valutazione. In quest'ambito, nell'anno scolastico 2011-2012, si continuerà: a realizzare il Piano Nazionale Scuola Digitale che prevede l'istallazione di ulteriori 9.000 lavagne interattive multimediali e la relativa formazione per 12.000 docenti; ad utilizzare le nuove tecnologie nella pratica didattica quotidiana nell'ambito dell'azione cl@ssi 2.0, che coinvolgerà 1.300 docenti e 15.000 studenti per la verifica delle possibilità di trasformazione dell'ambiente di apprendimento. Altra priorità collegata è costituita dall'azione di impulso da intraprendere al fine di stimolare, nell'ambito dell'editoria scolastica, la realizzazione di prototipi didattici innovativi di libri multimediali, e consentire alle scuole, sin dall'anno scolastico 2012-2013, l'adozione di prodotti multimediali in sostituzione dei tradizionali libri cartacei.
Proseguire le azioni di contrasto della dispersione scolastica, di prevenzione del disagio giovanile, di lotta ai fenomeni di tossicodipendenza, di integrazione degli alunni disabili e di quelli di recente immigrazione, intervenendo, in particolare, sull'insegnamento dell'italiano, anche attraverso la realizzazione di programmi multimediali. Saranno sostenute, inoltre, le iniziative previste dalla normativa vigente finalizzate all'educazione stradale e all'organizzazione dei corsi per l'acquisizione, da parte degli studenti, del certificato di idoneità alla conduzione dei ciclomotori.
Continuare le azioni per la realizzazione di una strategia di sviluppo della dimensione europea dell'educazione anche sulla strada tracciata dal protocollo di Lisbona, garantendo la partecipazione italiana ai programmi di cooperazione europea e dando attuazione agli obiettivi e alle iniziative di cui al quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione ET 2020, che abbracciano tutti i tipi di istruzione e formazione e tutte le fasi dell'apprendimento permanente.
Nel quadro delle indicazioni europee in materia di educazione degli adulti e nell'ambito delle azioni volte alla ridefinizione dell'assetto organizzativo e didattico dei percorsi di istruzione degli adulti, l'obiettivo è far acquisire ad un più ampio numero possibile di studenti le competenze di base e quelle competenze di cittadinanza attese al termine del percorso dell'obbligo di istruzione. Ciò favorirà anche il conseguimento, da parte di coloro che ne sono sprovvisti, di un titolo di studio di primo e/o secondo grado. Inoltre, considerate le recenti innovazioni in materia di immigrazione, particolare attenzione andrà rivolta agli adulti stranieri in modo da far acquisire loro - attraverso la frequenza di corsi di integrazione linguistica e sociale - le competenze richieste ed un titolo che attesti il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo.
Proseguire le azioni già in atto in materia di:
- educazione alla salute per formare i giovani sulla corretta alimentazione e sulla sicurezza alimentare;
- alfabetizzazione motoria nella scuola primaria, anche al fine di prevenire i fenomeni di bullismo, stimolando il senso di squadra e il rispetto reciproco;
- educazione alla legalità, in tutte le sue espressioni, anche proseguendo le attività del piano nazionale "Più scuola meno mafia" per l'utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata ai fini di istruzione e di formazione, in attuazione dell'Accordo operativo siglato il 24 novembre 2010 con il Ministro dell'Interno e il direttore dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
Migliorare la qualità della misurazione degli apprendimenti e dell'efficienza ed efficacia della gestione del servizio educativo di istruzione e formazione, mediante lo sviluppo di strumenti, metodologie e modelli per la valutazione condivisi dagli operatori e conformi agli standard europei e internazionali. A tal fine sarà attuato, con i regolamenti previsti dal decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, il Sistema nazionale di valutazione, il cui apparato organizzativo è costituito dall'INVALSI, l'INDIRE e il Corpo ispettivo autonomo. In tale ambito le azioni dovranno in particolare tendere a:
- promuovere e sviluppare la cultura della valutazione e dell'autovalutazione nell'erogazione del servizio educativo di istruzione e formazione, anche attraverso specifiche azioni di supporto per la definizione e l'attuazione, da parte delle istituzioni scolastiche e formative, di piani di miglioramento della qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti;
- promuovere e sviluppare la cultura della trasparenza, del confronto dei risultati (benchmark) in ambito nazionale, europeo e internazionale, e della rendicontazione sociale (accountability).
Al perseguimento di tali finalità contribuiranno anche le sperimentazioni, in parte già avviate, per la valorizzazione del merito di docenti, dirigenti scolastici e istituzioni scolastiche.
Completare, ai fini dell'attuazione del Sistema nazionale di valutazione, il processo di riordino dell'INVALSI e dell'INDIRE e il loro definitivo inquadramento all'interno del sistema degli enti di ricerca sottoposti alla vigilanza di questo Ministero, in applicazione dell'articolo 19, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 11.
Assicurare l'assistenza tecnica dell'INVALSI alla istituenda Fondazione per il merito, ai fini della predisposizione dei test selettivi per l'accesso al fondo per il merito di cui all'articolo 9, del decreto legge 13 maggio 2011 n. 70, recante disposizioni urgenti per l'economia, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106.
2. Linee di indirizzo per l'Università
L'attuazione della legge di riforma dell'Università rappresenta il principale riferimento attraverso il quale accompagnare e indirizzare il sistema universitario. Va quindi garantita la puntuale, tempestiva e coordinata applicazione dell'insieme di provvedimenti attuativi previsti dalla legge n. 240/2010 che incidono in modo trasversale sul governo del sistema universitario, investendo gli assetti istituzionali e le regole di funzionamento delle università, le politiche di reclutamento e valorizzazione del personale accademico, l'accreditamento dei corsi di studio, la promozione del merito degli studenti e la tutela del diritto allo studio, l'attenzione all'efficienza gestionale e agli equilibri di bilancio.
Vigilare sulla legittimità dei nuovi statuti che saranno adottati dagli atenei in base alla legge di riforma dell'università e che devono costituire la cornice istituzionale entro la quale, anche grazie ad una distinzione chiara del ruolo e dei compiti degli organi di governo, saranno ridisegnati i modelli di funzionamento delle università. Detto ridisegno dovrà essere orientato alla valutazione (anche grazie all'avvio delle attività dell'ANVUR) e dovrà coniugare autonomia e responsabilità.
Avviare le procedure per l'abilitazione nazionale dei docenti come previsto dalla legge di riforma, con l'obiettivo della valorizzazione del personale accademico e per dare opportunità adeguate ai giovani ricercatori più meritevoli, rendendo più aperto e trasparente tutto l'iter per il reclutamento dei docenti e per il loro avanzamento di carriera.
Procedere all'accreditamento dei corsi di studio valutando l'offerta formativa in base alla sua adeguatezza e alla congruità delle risorse destinate alla didattica e alla ricerca. In quest'ottica va perseguita una razionalizzazione del sistema al fine di migliorare l'organizzazione dei percorsi formativi di primo, secondo e terzo livello. All'interno di questo percorso andrà realizzato anche il riassetto ordinamentale delle scuole di specializzazione di area sanitaria con l'obiettivo di favorire l'ingresso anticipato dei giovani medici nel sistema sanitario, attraverso la riduzione della durata delle scuole di specializzazione e una maggiore integrazione tra formazione e assistenza.
Valorizzare il merito degli studenti sostenendoli con tutti gli strumenti disponibili per assicurare il pieno successo formativo. Agli interventi di orientamento e tutorato in ingresso, in itinere e nella fase di passaggio al mondo lavorativo, vanno affiancati nuovi strumenti di sostegno finanziario e di tutela del diritto allo studio. L'introduzione del fondo per il merito rappresenta il nuovo canale con cui promuovere e sostenere gli studi universitari e la mobilità nel sistema universitario dei migliori studenti che dalla scuola secondaria intraprendono gli studi universitari e che, nella misura in cui saranno in grado di mantenere alti standard di risultato, potranno avvalersi di una borsa di studio per tutto il percorso universitario. A questo strumento si affiancano i prestiti d'onore e la revisione delle borse per il diritto allo studio, attribuite al fine di consentire agli studenti con un buon curriculum formativo e in situazioni economiche svantaggiate la possibilità di portare a termine la formazione universitaria.
Sostenere le iniziative di reclutamento dei giovani ricercatori e di sostegno al merito affinché l'università sia anche strumento di mobilità sociale e opportunità di costruzione del futuro e attore principale nel quadro della integrazione e dello sviluppo della conoscenza.
Garantire l'equilibrio tra autonomia di spesa, la responsabilità nell'uso delle risorse e la loro ottimale allocazione, assegnando i finanziamenti agli atenei secondo criteri di merito, affinché le università più virtuose possano fruire di un alto potenziale di crescita. Avviare la prevista introduzione del bilancio unico e della contabilità economico patrimoniale, strumenti che rappresentano un passo importante per la valutazione della sostenibilità delle attività degli atenei. Ciò consentirà di rendere i bilanci delle università comparabili e, quindi, di graduare e disciplinare i casi di disavanzo, fino a giungere al commissariamento nei casi di dissesto. In questo percorso si colloca quindi anche la revisione degli indici di sostenibilità della spesa di personale e della spesa per indebitamento che vanno attentamente monitorati e valutati.
Nell'allocazione delle risorse sarà perseguita la strada del riequilibrio dei finanziamenti rispetto a quella del consolidamento della spesa storica ed introdotto il concetto di costo standard per studente, premiando gli atenei che impiegano al meglio le risorse in relazione alla qualità dei risultati ottenuti nella didattica e nella ricerca e, in chiave dinamica, dei livelli di miglioramento degli stessi. In questo quadro un ruolo chiave alla valutazione della ricerca e della didattica sarà svolto dall'ANVUR chiamata ad introdurre e applicare indicatori e rilevazioni per valutare il sistema dell'università e della ricerca. Ciò consentirà anche di avere un contributo importante di conoscenza sulla qualità dell'istruzione e della ricerca nei diversi atenei del Paese i cui dati, in un'ottica di trasparenza, verranno messi a disposizione dei giovani e delle loro famiglie.
3. Linee di indirizzo per l'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica
Per le Istituzioni del sistema AFAM razionalizzare e ottimizzare tutta l'offerta formativa esistente, anche attraverso l'attivazione di consorzi paritetici finalizzati a favorire il migliore utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili.
Valorizzare i poli di eccellenza già esistenti fondati su qualificati livelli di cooperazione tra le Istituzioni del settore e altri soggetti pubblici e privati di comprovata qualificazione, nonché incentivare la nascita di nuovi poli con particolare riferimento a quei settori professionali in cui la componente estetica si presenta come il principale fattore di sviluppo e di innovazione e che hanno determinato il successo internazionale di alcuni importanti settori del "Made in Italy", quali la moda, il design, l'arredamento, l'artigianato artistico, l'industria dello spettacolo.
Prevedere l'introduzione di nuove figure professionali, stanti le aumentate competenze richieste, derivanti anche dalle molteplici attività didattiche e di produzione artistica, nazionali ed internazionali, mantenendo inalterata la consistenza nazionale degli organici e utilizzare, per le materie innovative riferite ai nuovi linguaggi artistici e musicali, l'utilizzo di contratti di insegnamento.
Dare completa attuazione alla riforma del sistema artistico con l'approvazione dell'ultimo regolamento attuativo della Legge n. 508/99 relativamente alla programmazione ed al reclutamento del personale docente e non docente del sistema.
Riesaminare, alla luce dell'esperienza maturata, gli aspetti su cui si sono evidenziate criticità, con particolare riferimento all'assetto degli organi degli istituti di alta cultura, intervenendo con adeguate misure amministrative di correzione.
Continuare a garantire su tutto il territorio nazionale, in attesa della riforma del sistema scolastico - avvalendosi delle competenze e delle professionalità presenti nei Conservatori di musica - la formazione musicale di base, anche in collaborazione con la scuola secondaria, evitando cosi duplicazioni tra i percorsi formativi esistenti e incentivando maggiormente la crescita e l'emergere di una cultura delle vocazioni, valorizzando altresì l'immagine del sistema italiano di alta formazione artistica e musicale nei confronti di studenti e giovani anche stranieri, che decidono di venire a studiare nel nostro Paese.
4. Linee di indirizzo per la Ricerca
Assicurare continuità alle azioni specifiche già consolidate e verificate nella loro efficacia, prevedendo, nel contempo, un parziale aggiornamento degli obiettivi della missione in funzione della riconosciuta necessità di porre in essere una forte iniziativa di contrasto alla crisi economica, secondo lo schema del nuovo Programma Nazionale della Ricerca, che, improntato sui settori-chiave della ricerca di base e applicata, ne sviluppa una rigorosa pianificazione attuativa.
Sostenere la crescita e l'incremento di produttività attraverso la promozione di progetti integrati attuativi del Piano Nazionale della Ricerca, caratterizzati da sufficiente massa critica e coerenti con le priorità tematiche della ricerca europea e internazionale, cosi da poter essere funzionali all'attrazione di investimenti esterni.
Perseguire la qualificazione del capitale umano e del capitale tecnologico, prevedendo, accanto al potenziamento dei distretti tecnologici, dei laboratori pubblico-privati e delle piattaforme tecnologiche, la realizzazione di infrastrutture tecnologiche dedicate, intese quali reti immateriali strettamente funzionali alla distribuzione della conoscenza e delle capacita innovative nell'ambito nazionale ed europeo, specializzate, tra l'altro, nel trasferimento e nell'implementazione delle cosiddette "tecnologie abilitanti".
Assicurare il sostegno diretto ad investimenti finalizzati al potenziamento della capacità competitiva delle imprese e dei sistemi di imprese, con particolare riferimento agli interventi complessi di ricerca industriale in grado di coinvolgere ed ottimizzare le capacità e le competenze dell'Università e delle strutture pubbliche di ricerca, definendo accordi di programma con altre amministrazioni dello Stato e con le Regioni, finalizzati alla realizzazione di progetti di rilevante interesse generale, capaci di indurre significativi e misurabili impatti economici.
Sostenere e qualificare la ricerca pubblica in funzione dell'economia della conoscenza, dell'innovazione e del recupero di competitività del sistema paese, attraverso il rafforzamento delle conoscenze di base, delle competenze, delle capacità scientifiche e tecnologiche nazionali e la realizzazione di azioni organiche volte al potenziamento del capitale umano, nonché alla valorizzazione delle eccellenze e all'attrazione di capacità e di risorse umane di riconosciuta qualità intellettuale.
Assicurare il sostegno ai progetti di ricerca di base promossi dalle Università e dagli Enti di Ricerca, con particolare riferimento alle iniziative aventi ad oggetto le tecnologie abilitanti, le energie alternative, l'efficienza energetica, la sostenibilità dei modelli di sviluppo, la qualità della vita, il miglioramento dei servizi.
Adeguare, potenziare e diffondere il documento unitario di strategia sull'internazionalizzazione della ricerca (SIRIT) per valorizzare il sistema di Ricerca e Sviluppo nel contesto nazionale, europeo e internazionale.
Nell'ambito del processo di realizzazione dello Spazio Europeo della Ricerca (ERA), monitorare l'attuazione delle raccomandazioni contenute, sia a livello nazionale sia comunitario, nella Carta Europea dei Ricercatori e nel Codice di Condotta per l'assunzione dei ricercatori, al fine di attuare - d'intesa con le istituzioni competenti - il necessario ammodernamento della normativa nazionale, per rendere più attrattivo il nostro Paese per i ricercatori di tutto il mondo.
Migliorare la partecipazione italiana alle iniziative europee ed internazionali di ricerca ed ottimizzare l'utilizzo dei fondi comunitari anche attraverso la più ampia diffusione delle iniziative medesime.
Nel quadro della nuova strategia EU 2020, partecipare attivamente ed in modo coeso con tutti gli attori del sistema Ricerca e Sviluppo al processo in atto nell'Unione Europea. In particolare:
- conseguire una sempre maggiore qualità nella partecipazione al settimo Programma quadro per le attività di ricerca e di sviluppo tecnologico (2007-2013) e un conseguente incremento del ritorno finanziario;
- completare la posizione italiana relativa al prossimo Programma Quadro per le attività di ricerca e di sviluppo tecnologico - Horizon 2020 (20142020), in merito alla definizione degli orientamenti tematici;
- semplificare la normativa nazionale in materia di finanziamento della ricerca anche per consentire una migliore partecipazione ai programmi europei ed internazionali;
- favorire la partecipazione delle Piccole e Medie Imprese ai Programmi internazionali.
Promuovere a livello nazionale ed internazionale le Piattaforme tecnologiche, le iniziative tecnologiche congiunte, la programmazione congiunta europea e tutte le altre iniziative europee, sulla base di un documento strategico unitario che ne delinei le priorità per il Paese.
Aggiornare la Roadmap nazionale delle Infrastrutture di Ricerca di interesse Pan-europeo.
Rafforzare il coinvolgimento delle istituzioni di ricerca e delle Agenzie per potenziare la partecipazione italiana alle iniziative internazionali; in particolare, nell'ambito degli indirizzi strategici e dei programmi dell'Unione Europea, l'Agenzia Spaziale Italiana garantirà la partecipazione italiana a progetti europei ed internazionali in materia spaziale.
Proseguire nell'azione di promozione e rafforzamento della ricerca italiana a livello internazionale, anche attraverso nuovi accordi con le Istituzioni competenti.
Incrementare le relazioni già esistenti con il Ministero degli Affari Esteri per dare attuazione agli Accordi intergovernativi bilaterali nel settore di Cooperazione Scientifica e Tecnica e per realizzare insieme una strategia condivisa nella rappresentanza italiana all'estero.
Rafforzare la partecipazione alle organizzazioni scientifiche internazionali.
5. Linee di indirizzo per l'Amministrazione centrale e periferica
Incrementare l'efficacia, l'efficienza e l'economicità dei servizi offerti dal sistema informativo, attraverso l'adozione di soluzioni conformi al nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale: disponibilità di servizi accessibili via rete, dematerializzazione dei documenti, digitalizzazione dei flussi documentali, ampliamento dell'utilizzo della posta elettronica certificata (PEC) nell'ambito dei procedimenti amministrativi, interoperabilità e cooperazione applicativa con altre pubbliche amministrazioni.
Nell'ambito dei servizi on-line orientati al personale scolastico:
- entro l'inizio dell'anno scolastico 2012-2013, dotare i dirigenti scolastici e i direttori dei servizi generali e amministrativi di uno strumento di firma digitale e, successivamente, estendere la firma digitale ad altri ambiti amministrativi per snellire e velocizzare i processi di lavoro;
- ultimata la distribuzione di una casella di PEC a tutte le istituzioni scolastiche, realizzare gli interventi tecnici necessari a supportare la revisione dei procedimenti amministrativi nell'ottica di utilizzare la PEC come una innovativa e più efficiente modalità di comunicazione con il personale scolastico, come ad esempio la convocazione del personale supplente iscritto nelle graduatorie d'istituto.
Tali interventi consentiranno di ottenere un cospicuo risparmio in termini di spese telefoniche e postali, nonché di ridurre le possibilità di errore e i casi di contenzioso.
Ampliare le funzionalità presenti nel sistema informativo in termini di:
- ulteriore informatizzazione dei processi di trattazione pratiche di pensione e ricostruzione carriera per ridurre i tempi per l'avvio dei pagamenti relativi a periodi da riscattare e diminuire il ricorso a pensioni provvisorie;
- realizzazione di procedure informatiche che permettano di integrare il sistema di contabilità finanziaria della scuola con le procedure della banca cassiera attivando un colloquio automatizzato;
- estensione del progetto Polis (istanze on-line) ad un ulteriore numero di procedure nelle quali sia previsto l'inoltro di istanze all'amministrazione;
- avvio della fase di collaudo di uno sportello on-line, aperto ai dipendenti dell'amministrazione centrale e periferica, c.d. "Sportello self-service", per l'estensione progressiva di questo mezzo a tutti i dipendenti e a tutte le applicazioni di gestione del Fascicolo personale dei dipendenti, garantendo trasparenza e completezza dei dati e riduzione dei carichi di lavoro per gli uffici preposti;
- studio e realizzazione di modalità informatizzate per l'accesso al mercato CONSIP da parte delle istituzioni scolastiche, in modalità agevolata e protetta;
- studio e realizzazione di procedure informatiche e nuove metodologie di comunicazione per l'allineamento basi dati fra diversi enti (MIUR/MEF/INPDAP/INAIL/INPS) per velocizzare l'emanazione degli atti di rispettiva competenza.
Avviare il Centro di raccolta, analisi e diffusione dei dati statistici e amministrativi (unificando gli uffici statistici di Istruzione, Università, Ricerca e AFAM), per fornire, sia internamente alle Direzioni Generali ed alle Direzioni Regionali, che esternamente agli organi di stampa, alle Commissioni Parlamentari e più in generale a tutti gli interlocutori, rapporti statistici validati.
Razionalizzare le attività di produzione dei flussi informativi per migliorarne l'accuratezza, la coerenza, la tempestività, la fruibilità e la completezza limitandone le eventuali sovrapposizioni informative, contenendone nel contempo il costo finanziario complessivo.
Sviluppare il rapporto di collaborazione tra MIUR e ISTAT per il miglioramento delle statistiche nel settore dell'istruzione e della ricerca scientifica nel rispetto dei Regolamenti europei e degli impegni verso le organizzazioni internazionali.
Portare a termine il processo di realizzazione dell'Anagrafe Nazionale degli Studenti, così come descritta nel decreto legislativo n. 76/2005, come base di dati nazionale delle anagrafiche degli alunni provenienti dal settore scolastico integrata con la formazione professionale e dell'apprendistato.
Proseguire la realizzazione del Piano Nazionale Scuola Digitale per rafforzare il percorso di innovazione didattica e di trasformazione degli ambienti di apprendimento attraverso l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In particolare le azioni:
- Editoria Digitale Scolastica, sviluppando azioni di impulso al mondo dell'editoria per la realizzazione di prodotti editoriali innovativi per sperimentare, con l'apporto delle Istituzioni scolastiche, contenuti digitali per lo studio individuale e della classe;
- Scuol@ 2.0 con l'obiettivo di superare gli schemi e i canoni tradizionali propri degli istituti scolastici, sia in termini di sistemi di apprendimento sia in termini di organizzazione della didattica, degli spazi e del "tempo scuola".
Promuovere sinergie con la Direzione Generale per gli affari internazionali atte a ottimizzare le risorse finanziarie e organizzative disponibili, al fine di sostenere tutte le azioni previste dal Piano Nazionale Scuola Digitale, e, in particolare, LIM in classe, cl@sse 2.0 e Scuol@ 2.0 anche per conferire continuità e coerenza tra le varie linee di intervento promosse dal MIUR a sostegno del processo di innovazione in corso.
Promuovere l'internazionalizzazione della Scuola, dell'Università e della Ricerca, ottimizzando l'utilizzazione dei Programmi Europei e delle risorse europee e nazionali finalizzate alla mobilità, all'integrazione europea e allo sviluppo e coesione sociale.
Concludere il processo di adozione del modello di controllo di gestione presso le scuole statali, ed avviare lo stesso presso l'amministrazione centrale e periferica per la misurazione dell'efficacia e dell'efficienza della gestione finanziaria e amministrativa.
Concludere, nel quadro della razionalizzazione della spesa pubblica e di una corretta gestione della stessa, l'avviato passaggio ad un modello di finanziamento ordinario delle scuole statali basato sull'attribuzione di un budget annuale.
Continuare nel processo di rinnovo degli strumenti amministrativo contabili utilizzati dalle scuole statali, favorendo la massima snellezza dei processi grazie anche all'uso di tecnologie abilitanti.
Portare a conclusione il passaggio al nuovo regolamento di contabilità ed avviare il relativo processo formativo, affinché le scuole statali abbiano un modello contabile adeguato che attui una definitiva razionalizzazione del bilancio delle stesse, permettendo una più puntuale gestione dei flussi finanziari.
Continuare nella razionalizzazione e semplificazione, ove possibile, delle incombenze amministrative delle scuole statali per liberare risorse e rendere più efficace il funzionamento delle stesse.
Procedere dal punto di vista logistico alla razionalizzazione di tutti gli spazi in uso all'Amministrazione centrale, ponendo in essere le opportune iniziative di competenza al fine di giungere al trasferimento del Dipartimento per l'Università, l'AFAM e la Ricerca, dalla sede di piazza Kennedy alla sede di via Carcani, una volta completati i lavori da parte delle Amministrazioni competenti.
Migliorare e completare gli strumenti necessari alla misurazione e la valutazione delle attività previste dal decreto legislativo n. 150 del 27/10/2009, procedendo altresì alla valutazione delle attività del personale dirigenziale e non, anche in funzione dell'attribuzione del trattamento accessorio.
Migliorare e rendere maggiormente fruibile in termini di accountability il piano triennale sulla trasparenza e l'integrità, da aggiornare annualmente, al fine di garantire idonei livelli di trasparenza amministrativa nei confronti degli utenti dei servizi erogati dall'amministrazione e, più in generale, del corpo sociale.
