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Introduzione Gestione e Amministrazione    

Introduzione

Con l’attribuzione dell’autonomia funzionale agli istituti scolastici è profondamente cambiato il ruolo del capo di istituto. Per gestire la complessità della scuola occorrono, oltre alle competenze amministrative, competenze relative alla gestione del personale, alla progettazione organizzativa, alla gestione del cambiamento, alla comunicazione organizzativa. Non dimentichiamo, ancora, l’integrazione con la cultura economica, che proietta la scuola in una logica diversa, fatta di budget, di risorse, di costi e di risultati.

Solo attraverso l’esercizio sinergico di tutte le competenze il Dirigente può svolgere il proprio ruolo, che racchiude in sé diverse anime che non devono negarsi a vicenda, né prevalere le une sulle altre.

Insomma un mestiere difficile davvero!

 

In questo viaggio verso la costruzione di un vero laboratorio di progettazione integrata per l’erogazione di un servizio in continuo miglioramento abbiamo pensato di proporre uno strumento agile ed operativo, che raccolga informazioni utili, da conservare e da consultare quando necessario. Il DIARIO DEL DIRIGENTE vuole essere uno strumento vivo e dinamico, sempre migliorabile ed aggiornabile a seconda del variare delle necessità, dei bisogni e delle fonti normative: una bussola per orientarsi nel governo della scuola.

 

Il DIARIO DEL DIRIGENTE si spiega mese dopo mese con l’attività scolastica: parte perciò dal mese di settembre e si conclude con agosto. Per ogni mese vengono trattati sinteticamente gli argomenti cogenti per quel periodo specifico, suddivisi in otto aree, rilevanti e rappresentative, in cui si articolano le competenze e gli interventi dei dirigenti scolastici:

 

1 - Iscrizione e gestione degli alunni

I bambini, i ragazzi, i giovani, che definiamo con il termine onnicomprensivo di alunni, una volta immessi nella scuola, svolgono la loro vita scolastica in una sequenza di attività curricolari ed extracurricolari che sono rivolte alla loro formazione culturale ed umana, secondo le finalità tracciate dalla Costituzione ed indicate per il corso di studio seguiti. Questa loro vita scolastica è accompagnata da scadenze e regolamentazioni che riguardano diritti e doveri, accoglienza, iscrizioni, trasferimenti, ecc.

2 - Programmazione annuale didattica e finanziaria

La predisposizione del Piano Annuale delle Attività didattiche ed educative per la realizzazione del POF mette in evidenza le finalità e gli obiettivi, da coordinare con la gestione del programma annuale inteso non come adempimento formale, bensì come strumento di programmazione annuale della spesa in funzione del progetto educativo. Per entrambi i profili bisogna praticare un percorso di verifica e valutazione, ovvero assumere la consapevolezza della necessità della rendicontazione sia didattica che finanziaria.

3 - Organizzazione e gestione delle attività didattiche

Un'efficace gestione dell’offerta formativa comporta la definizione di quelle condizioni organizzative collegate al piano annuale delle attività didattiche ed educative che ne consentono la concreta realizzazione (es. predisposizione dell’orario delle lezioni, piano recuperi,ecc).

4 - Gestione delle risorse umane e contrattazione

L’aspetto chiave sta nel considerare il personale come la risorsa prima all'interno dell'organizzazione scolastica riconoscendo l’importanza critica degli operatori, fondamentali per il successo di qualunque organizzazione che operi nei servizi, perché “sono il servizio”, rappresentano la scuola agli occhi di genitori e alunni e sono coloro che di fatto pubblicizzano il servizio. Quest’Area si riferisce perciò ad una azione complessa ed ampia che riguarda non solo attività che hanno come scopo la definizione del contratto lavorativo (e quindi delle varie funzioni da svolgere) e il suo rispetto, ma anche dimensioni che concernono la motivazione, l’impegno e la partecipazione. Le attività principali sono l’ individuazione/stipula dei contratti, la formazione e sviluppo, l’attribuzione di incarichi ed attività aggiuntive, le relazioni sindacali, la valutazione delle performance, ecc.

5 - Gestione delle risorse finanziarie e patrimoniali

I confini della gestione finanziaria si sono allargati: accanto ai compiti “tradizionali” si sono aggiunti quelli nuovi derivanti dalla programmazione, in un ottica di scelte, anche a lungo termine. La gestione deve mantenere il suo ruolo tattico ed operativo, in quanto consente l’attuazione/controllo delle decisioni prese e la creazione/mantenimento dell’equilibrio tra le fonti di finanziamento e gli impieghi delle risorse. La gestione deve rispettare, infatti, due equilibri: l’equilibrio finanziario (accertamenti e impegni) e l’equilibrio “monetario” (entrate e uscite di cassa).

6 - Partecipazione ed elezione rappresentanti

Dal riconoscimento del ruolo educativo delle famiglia deriva la necessità che la scuola si assuma l’impegno di coinvolgerla attraverso l’informazione/comunicazione circa il progetto educativo, l’andamento generale degli alunni, i progressi e le difficoltà dei singoli, gli obiettivi/sviluppi/esiti di eventuali innovazioni. La rappresentanza dei genitori e degli studenti, negli istituti superiori, può rappresentare una potenzialità, anche se ora, non ancora riformati dopo più di trent’anni, gli OO.CC avvertono una realistica (o rassegnata) accettazione dei limiti istituzionali, dovuta anche ad un complessivo cambiamento del quadro sistemico.

7 - Sicurezza dei luoghi di lavoro e protezione dati

La sicurezza è requisito fondamentale del servizio scolastico: valutare, controllare e governare l’area del rischio, in modo da garantire sia agli operatori sia agli utenti, è compito del Dirigente scolastico.

8 - Attività di valutazione e certificazione apprendimenti

È sempre più presente un rinnovato interesse per la valutazione degli apprendimenti, facilitato ed accompagnato da una diffusione crescente, anche nella scuola superiore, di metodiche di valutazione più oggettive, che si affiancano a quelle tradizionali. Accanto a questa vi è una valutazione che si caratterizza per una attenzione particolare ad apprendimenti chiave (es. lingua matematica e scienze) in livelli chiave (es.15 anni per PISA e 4 anni scaglionati a distanza per INValSI). Per non creare un parallelismo senza osmosi, oppure sostituire la tendenza più recente a quella precedente, senza bilanci ed integrazioni, è necessario tentare di misurare gli apprendimenti sia nei loro valori assoluti e comparati sia nel loro sviluppo. È altrettanto necessario individuare i fattori di successo che facilitano gli apprendimenti e, fra questi, principalmente quelli su cui è possibile influire sia a livello di sistema complessivo sia di singola scuola.

 

Ogni trattazione sintetica mensile, suddivisa negli otto ambiti, è arricchita da schede di approfondimento, esemplificative, modelli operativi e note ai richiami normativi.

Tutti i testi normativi citati sono consultabili, in versione aggiornata, in “IperTesto Unico” di Sergio Auriemma.

 

 

Buon lavoro!

 

Susanna Granello e Sandra Molinaro

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