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Quanto sono efficaci le rubriche del RAV

Pubblicato da parte dell’Invalsi il Rapporto “Le Rubriche del RAV. Prime analisi, validità e affidabilità, uso da parte delle scuole delle Rubriche del Rapporto di Autovalutazione”. L’uso eterogeneo e differenziato delle rubriche di valutazione suggerisce che le scuole abbiano compiuto delle valutazioni attente, individuando di volta in volta in modo accurato la propria condizione.

Com’è noto, il Sistema nazionale di valutazione (SNV) valuta l’efficienza e l’efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione per migliorare la qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti. Il procedimento di valutazione prevede 4 fasi: autovalutazione delle istituzioni scolastiche; valutazione esterna; azioni di miglioramento; rendicontazione sociale.

Strumento principe della prima fase è il Rapporto di Autovalutazione (RAV). Il documento pubblicato dall’Invalsi in data 12 dicembre 2016 analizza le rubriche del RAV in termini di validità e affidabilità, in base al loro uso da parte delle scuole.

Più della metà delle scuole italiane (mediamente il 56%) si valuta positivamente (con un punteggio che varia da 5 a7) su tutte le rubriche di valutazione, con una tendenza più accentuata per le scuole del Nord Ovest e Nord Est.

Il 67% delle scuole si attribuisce un giudizio positivo sulla rubrica relativa ai Risultati scolastici, mentre solo il 37% si attribuisce lo stesso tipo di valutazione sulla rubrica relativa ai Risultati nelle prove standardizzate (prove INVALSI).

Il giudizio è positivo per un numero di scuole che va ben oltre la media nell’area dell’Inclusione e differenziazione (73% delle scuole) e in quella dell’Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie in settori quali (63%).

Le scuole sembrerebbero non aver risposto in modo meccanico e uniforme su tutte le rubriche, ovvero attribuendo lo stesso punteggio su ognuna di esse. L’uso eterogeneo delle rubriche di valutazione e, soprattutto, l’uso dei livelli non descritti delle rubriche di valutazione suggerisce che le scuole abbiano compiuto delle valutazioni attente e che siano state in grado di discernere la propria condizione distinguendo tra le varie situazioni.

Le scuole hanno individuato come obiettivi di processo quelle aree in cui hanno espresso un giudizio positivo, utilizzandole come leva di miglioramento per il raggiungimento delle priorità e dei traguardi.

Le rubriche di valutazione costituiscono anche lo strumento con cui le scuole possono raccontarsi liberamente: infatti una parte di esse è costituita da uno spazio aperto in cui le scuole indicano le motivazioni che le hanno spinte a scegliere un determinato giudizio.

I risultati preliminari dell’analisi quantitativa del contenuto condotta sui campi aperti di tre rubriche di valutazione (Risultati scolastici; Competenze chiave e di cittadinanza; Curricolo, progettazione e valutazione) evidenziano una sostanziale coerenza tra la valutazione espressa dalle scuole e la motivazione del giudizio auto-assegnato.

Le scuole tendono a riproporre nelle motivazioni alcuni termini ed espressioni contenuti nelle rubriche; ciò tuttavia avviene, nella maggior parte dei casi, non in modo passivo, ma all’interno di un discorso più o meno articolato. I descrittori delle rubriche sembrano dunque svolgere la funzione di repertori di termini, ma anche di ambiti di significato, dai quali partire per provare a costruire un linguaggio comune.

L’analisi delle rubriche di valutazione rappresenta il primo tassello di un programma più ampio, che prevede la metavalutazione del percorso di autovalutazione, al fine di comprendere la qualità dell’intero processo valutativo.

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