Esami di fine primo ciclo: un richiamo al senso del valutare
Uno stile tutto nuovo
Prima degli adempimenti più significativi dei percorsi scolastici, come gli esami finali, il Ministero ritualmente provvede ad impartire raccomandazioni ricordando la normativa e sottolineando le novità del momento. Ma la circolare del 20 maggio 2010, n. 49, pur rientrando nei suddetti rituali, colpisce per alcune ragioni.
Innanzitutto la data (20 maggio). Verrebbe da dire che a pochi giorni dagli esami, oramai i giochi sono fatti, le scuole sono in piena fase operativa e poco o niente potrà andare a modificare le scelte, anche se non totalmente in linea con le disposizioni dell’ultima ora.
Ma la circolare 49/2010 è qualcosa di diverso da ciò che la scuola si attende dalle note ministeriali. Già da un primo sguardo d’insieme colpisce per la forma stilistica utilizzata: capitoli brevi, titoli chiari, linguaggio leggero; ma, soprattutto, per i riferimenti normativi collocati nelle note anziché all’interno del testo. I documenti ministeriali si sono sempre caratterizzati per il linguaggio giuridico-amministrativo con i necessari riferimenti di legge posti al centro del testo sui quali poi si andava a costruire la comunicazione con le sue regole e scopi. Qui si parte invece da concetti e principi pedagogici. C’è un periodare che tocca subito il cuore delle questioni, sicuramente più familiare per i docenti; uno stile che si addice ad un testo a carattere divulgativo piuttosto che ad una nota amministrativa.
Chi è abituato a finalizzare il proprio lavoro agli obiettivi reali e non solo agli adempimenti formali, sicuramente sentirà la circolare come un prezioso alleato e non come un giudice severo. Ma tale sensazione di leggerezza è solo apparente perché, in realtà nella circolare è rinvenibile un’operazione molto complessa di ricomposizione di tutta la normativa in merito, stratificata nel corso di decenni. Ogni richiamo pedagogico (che è anche adempitivo) si fonda su precise indicazioni normative, riportate tutte in nota, e selezionate sulla base dell’impianto compositivo voluto dal redattore della nota ministeriale.
Le parole che piacciono ai docenti
Nell’incipit (Criteri per la valutazione) vengono richiamati alcuni importanti concetti: il principio della centralità dello studente e del suo itinerario di apprendimento; l’importanza dell’inclusione di tutti; la responsabilità dei risultati. Le parole che ricorrono si riconoscono nel linguaggio pedagogico, molto meno in quello amministrativo: processo formativo, fiducia, consapevolezza, trasparenza, miglioramento…
In una fase difficile del nostro modello di sviluppo in cui anche le persone di scuola possono sentirsi insicure di fronte alle scelte, anche a causa di un quadro di riferimento istituzionale ancora in via di definizione, è utile ricordare quali sono i significati reali delle principali azioni amministrative, come quelle dell’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione.
Piace sicuramente alle persone di scuola la sottolineatura che la valutazione è un processo continuo e non un atto finale, che dal processo deve scaturire, per ogni alunno, la consapevolezza delle carenze affinché esse siano poi superate, e che ciò è possibile se si parte dal rafforzamento della fiducia sulle proprie potenzialità.
Un richiamo importante è quello sulla trasparenza e sulla tempestività: sono le condizioni di base che permettono di attivare un processo di autovalutazione volto ad individuare punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
La scuola non deve “accontentarsi”. I docenti hanno il dovere di mantenere elevati i livelli attesi di apprendimento. Non basta, però, verificarli nei momenti conclusivi, ma è necessario fissare traguardi intermedi che favoriscono, nell’accertarli, una maggiore consapevolezza da parte degli alunni.
La circolare sottolinea, tuttavia, l’importanza dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione: è un primo banco di prova nella carriera scolastica. Tale momento va però coniugato con altri appuntamenti: indagini nazionale (INVALSI) ed internazionali (OCSE-PISA), forme strutturate di certificazione delle competenze (es.: linguistiche ed informatiche). È noto che dalle rilevazioni esterne emerge un quadro nazionale molto disomogeneo, non solo tra territori, ma anche tra scuole, classi e docenti. Da qui si rende necessario che le scuole si prendano in carica tale problema a partire da una riflessione su tutte le azioni connesse con gli esami conclusivi, e da un atteggiamento di alto profilo professionale.
Puntualità e trasparenza per dare senso ai voti
Le “bocciature” nella scuola primaria hanno un carattere del tutto eccezionale. La valutazione ha qui, più che nella scuola secondaria di secondo grado, una valenza prettamente formativa, di accompagnamento, cioè, dell’alunno nel percorso degli otto anni.
E questo ci viene ricordato dalla circolare 49/2010 laddove si sottolinea che i “voti e i giudizi analitici devono essere puntuali ed informativi”. La puntualità aiuta lo studente ad analizzare meglio i propri comportamenti cognitivi e sociali (tra cui il richiamo alla valutazione del comportamento): se si accumulano, infatti, diversi fattori, se si intrecciano troppe nodi da sciogliere, diventa difficile un’autoanalisi del proprio comportamento. L’informazione chiara sui processi e sugli esiti (trasparenza) è il principale strumento che aiuta l’alunno a capire l’errore, a rendersi conto delle sue difficoltà e a trovare le strategie per superarle. La formula che la legge vuole che si utilizzi (voto e giudizio) non deve risolversi mai in un adempimento formale e burocratico, ma deve configurarsi come una “realistica e trasparente lettura di prestazioni dell’alunno” all’interno però di un preciso e personale itinerario formativo.
Un altro aspetto importante sottolineato nella nota ministeriale è la condivisione collegiale dei criteri di valutazione e la cooperazione tra le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado. Tale richiamo diventa ancora più importante in un modello organizzativo che vede, nella scuola primaria, la responsabilità della classe assegnata prevalentemente ad un docente. Affievolendosi per motivi strutturali l’esigenza del confronto quotidiano sulle azioni didattiche (esigenza molto forte nel modulo organizzativo) si rende ancora più categorica la necessità del confronto sui criteri (meglio ancora se sugli indicatori e descrittori).
Un altro momento importante in cui la collegialità assume una rilevanza forte e delicata nello stesso tempo è quello in cui il Consiglio di classe si trova a fare un bilancio complessivo del livello raggiunto dagli allievi in vista dell’ammissione all’esame di Stato.
La trasparenza e la condivisione collegiale dei criteri diventano le condizioni per garantire la validità e l’attendibilità dei voti e anche per superare gradualmente la disomogeneità dei processi e degli esiti a livello nazionale.
L’informazione non è solo un atto interno, ma deve avere una rilevanza esterna. La circolare ricorda a questo proposito quanto già previsto dal Regolamento sulla valutazione (DPR 22 giugno 2009, n. 122): alla fine del percorso degli otto anni “a fronte di un non compiuto raggiungimento degli obiettivi previsti (carenze rilevate dal Consiglio di classe) la scuola deve provvedere ad inserire una specifica nota al riguardo nel documento individuale di valutazione e a trasmettere quest’ultimo alla famiglia”.
Procedure ed adempimenti
La circolare sintetizza, inoltre, alcuni adempimenti principali ricordando soprattutto quelli connessi con le più recenti modifiche. Essi sono sintetizzati nello schema che segue.
Ammissione agli esami di Stato
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1 |
Ammissione agli esami |
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2 |
Giudizio di idoneità |
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3 |
Esito della valutazione |
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4 |
I voti espressi in decimi |
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Calendario degli esami
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1 |
Sessione d’esame |
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2 |
Data della prova nazionale |
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3 |
Date prove interne |
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4 |
Candidati dei centri d’istruzione per gli adulti |
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Prove scritte d’esame
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1 |
Discipline d’esame |
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2 |
Alunni con disabilità |
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3 |
Prove differenziate |
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4 |
Alunni con disturbi specifici di apprendimento |
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Prova nazionale
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1 |
Discipline |
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2 |
Peso valutativo |
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3 |
Correzione |
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Colloquio pluridisciplinare
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1 |
Modalità di conduzione |
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2 |
Discipline coinvolte |
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3 |
Obiettivi del colloquio |
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4 |
Classi ad indirizzo |
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Esito dell’esame
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1 |
Espressione formale |
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2 |
Conseguimento del diploma |
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3 |
Lode |
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4 |
Peso delle singole prove |
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Certificazione delle competenze
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1 |
Scopo |
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2 |
Informazioni agli studenti |
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3 |
Garanzie |
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4 |
Modelli |
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5 |
Lingua straniera |
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6 |
Riferimenti per le scuole |
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Pubblicazione dei risultati
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1 |
Esito positivo |
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2 |
Esito negativo |
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Rilascio diploma
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1 |
Modello di diploma |
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2 |
Adempimenti formali |
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3 |
Alunni con disabilità e alunni con DSA |
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4 |
Alunni con disabilità che non conseguono la licenza |
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Mariella Spinosi





